12/03/2026 VENEZIA – La monoeconomia turistica ha trasformato Venezia in un Comune con posti di lavoro precari e sottopagati. Cifre ufficiali alla mano, comitati e associazioni cittadine riunite dalla piattaforma Ytali, hanno raccolto un’analisi impietosa della città in un e-book gratuito. || Un Comune di cittadini mediamente poveri e in continuo spopolamento, con sempre meno sicurezza sulle strade e con sempre più posti di lavoro precari o sottopagati. E’ impietosa la fotografia di Venezia scattata in “Venezia? 5 euro!”: un e-book gratuito consultabile sul sito di Ytali alla cui stesura hanno partecipato diverse associazioni e comitati cittadini.Il titolo è apertamente provocatorio e richiama il contributo d’accesso: definito polemicamente il “marchio degli 11 anni di amministrazione Brugnaro”. I dati però sono veri, o meglio ufficiali, provengano da un ministero o persino dello stesso Comune. Un Comune economicamente quasi completamente votato al turismo.Come si spiegano questi dati se il valore economico complessivo del turismo a Venezia è stimato tra i 2,5 miliardi e i 3 miliardi di euro l’anno? Cifre che da alcune parti vengono definite con toni trionfalistici come un “rinascimento” della città. Sullo spopolamento di Venezia s’è già detto a sufficienza, sull’esodo dall’entroterra del Comune di Venezia ancora no: eppure in vent’anni se ne sono andati in 30.000. Un esodo biblico a malapena coperto da una massiccia immigrazione che nello stesso periodo è salita del 631% a Mestre e dell’867% a Marghera. Altri spunti di riflessione riguardano per esempio Porto Marghera – ancora in attesa di un piano a lungo termine di riqualificazione e rilancio, il porto e l’aeroporto, le 2.500 case pubbliche sfitte e i prezzi impazziti del mercato immobiliare. – Intervistati TOMMASO BORTOLUZZI (POLITICHE FISCALI E DI BILANCIO MUNCIPALITA’ VENEZIA, MURANO, BURANO), FRANCO MIGLIORINI (CURATORE “VENEZIA? 5 EURO!”), GIOVANNI LEONE (YTALI) (Servizio di Filippo Fois)


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