29/12/2022 BELLUNO – Lavoro stabile, salari adeguati, formazione. Sono questi i punti cardine attorno a cui dovrebbe ruotare l’azione del Governo per garantire l’occupazione secondo la Fiom Cgil di Belluno che stigmatizza una tendenza pericolosa che sta andando esattamente nella direzione opposta. || Lavoro stabile, salari adeguati e formazione continua: solo dopo si possono fare i conti sulla presunta mancanza di manodopera che in questi ultimi tempi viene attribuita allo spopolamento della provincia di Belluno. Ne è convinta la Fiom Cgil di belluno che apre la discussione sui temi caldi del momento e che attualmente sono completamente assenti dal dibattito politico, a partire dal salario che è un’emergenza nazionale.I dati Istat dimostrano che dal 2007 al 2020 i contributi sociali a carico dei datori di lavoro sono diminuiti del 4% mentre quelli a carico dei lavoratori sono rimasti sostanzialmente invariati. Le imposte sul lavoro dipendente sono aumentate del 2%, la retribuzione netta è calata di 10 punti percentuali. E poi c’è la questione del precariato che la reintroduzione del voucher destinato a destabilizzare la platea di persone che cercano un lavoro e con il lavoro un futuro e il tema della formazione continua in costanza di un contratto a tempo indeterminato. Per la Fiom Cgil da qui si deve ripartire per poter guardare con fiducia al nuovo anno. – Intervistati STEFANO BONA (SEGRETARIO GENERALE FIOM CGIL BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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