12/09/2026 MESTRE – «Rompere il silenzio per salvare i 328 prigionieri politici in Venezuela», l’appello da Mestre di Alberto Trentini oggi dal palco del Festival della Politica. || ALBERTO TRENTINICOOPERANTE00.19 HO RICEVUTO/00.41 FINALMENTECosì dal chiostro dell’M9 al Festival della Politica, a Mestre, l’appello del cooperante del Lido, Alberto Trentini affinché i riflettori sui prigionieri politici restino sempre accesi. «L’attenzione internazionale è l’unica assicurazione sulla vita, il silenzio è l’arma del regime», questa la forza della testimonianza di Trentini da uomo libero dopo i drammatici quasi 14 mesi di detenzione in Venezuela trascorsi nel carcere, per detenuti politici, di El Rodeo 1 con la falsa accusa di essere un terrorista straniero che riceveva armi per rovesciare il regime. «Io, insieme ad altri prigionieri siamo stati letteralmente sequestrati», racconta nella ricostruzione virtuale all’interno del carcere. A sottolineare l’importanza del dovere della scorta mediatica anche il giornalista Giuseppe Giulietti. «Per non cadere nel buio dell’oblio», dice. Sul palco anche il direttore del Festival, il giornalista Nicola Pellicani che ha trasformato la rassegna politica in uno spazio di vera e propria pressione civile e sociale, e non a caso. “Le ragioni della speranza” il titolo di questa edizione – Intervistati ALBERTO TRENTINI (COOPERANTE), GIUSEPPE GIULIETTI (ARTICOLO 21), NICOLA PELLICANI (DIRETTORE FESTIVAL DELLA POLITICA) (Servizio di Annamaria Parisi)


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