28/08/2026 MESTRE – Se il sindaco di Venezia non aprirà una trattativa, lo sciopero si farà. Tira dritto la comunità del Bangladesh, e anzi annuncia di voler invitare alla protesta anche le associazioni cattoliche. Tra le voci che abbiamo raccolto in corso del Popolo anche qualche mestrino, che invita al dialogo. || La comunità del Bangladesh non si ferma, e rilancia. In attesa che il Comune proponga una trattativa vera e propria sulla costruzione della nuova moschea, ma su questo sviluppo c’è scetticismo, si pensa allo sciopero. C’è attesa per la data, ma l’anima della protesta, Prince Howlader, 33enne originario del Bangladesh, annuncia l’apertura a comunità di altri culti, a partire dalle associazioni cattoliche. Una comunità che però non è così compatta. In corso del Popolo, a Mestre, sono decine le attività gestite dai cittadini del Bangladesh, che ai nostri microfoni confermano la necessità di una nuova moschea per la crescita dei fedeli, che arrivano anche da fuori città, ma che sullo sciopero si dividono. Dobbiamo lavorare, dicono, non possiamo permetterci giorni di stop, e poi vogliamo rispettare le leggi italiane e non creare problemi ai colleghi nei luoghi di lavoro. Di certo la difficoltà a parlare italiano, una delle critiche mosse dal sindaco Venturini, è diffusa. Per questo operaio, arrivato in Italia nel 2018, che dice di trovarsi molto bene nel nostro Paese, la moschea grande serve quando si riempie nei giorni festivi, per il resto no. (Servizio di Federico Fusetti)
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