12/08/2026 TREVISO – Nuove zone di frontiera e procedure accelerate per l’esame delle richieste di asilo: il decreto del Ministero dell’Interno amplia i controlli anche in Veneto. Intanto, al Canova di Treviso, la Polizia di Frontiera ha individuato e arrestato un latitante arrivato dall’Albania. || Più controlli alle frontiere e procedure accelerate per chi chiede protezione internazionale: il nuovo decreto del Ministero dell’Interno amplia e ridefinisce la rete delle ‘zone di frontiera e di transito’ per 25 province italiane grazie al via libera arrivato dall’Europa con il nuovo Patto per la migrazione e l’asilo. In Veneto si tratta di Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Nelle aree individuate potranno essere applicati iter accelerati per valutare le domande di protezione internazionale, fino all’eventuale rimpatrio o respingimento. L’obiettivo è quindi quello di gestire un numero maggiore di procedimenti riducendo allo stesso tempo la trafila di valutazione. Un provvedimento che arriva mentre a Treviso emergono nuovi episodi che riportano l’attenzione sul tema dei controlli negli ingressi nel Paese.Non ultimo il caso di un cittadino albanese ricercato da 40 anni e bloccato all’aeroporto Canova. L’uomo, arrivato dall’Albania con un volo low cost e diretto a Venezia con la moglie, era destinatario di un ordine di carcerazione per i reati di sostituzione di persona, falso materiale e ricettazione per una pena di tre anni. A permettere di accertarne la vera identità sono state le impronte digitali: il controllo ha riguardato circa 220 passeggeri in arrivo e ha portato all’arresto e al trasferimento del latitante nel carcere di Treviso. Solo poche ore prima, sempre al Canova era stato fermato un altro cittadino albanese di 22 anni, poi espulso dall’Italia per motivi di sicurezza nazionale e prevenzione del terrorismo. Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos e dell’Ufficio Immigrazione, quest’ultimo era entrato in contatto con ambienti dell’estremismo islamico con l’intento di attuare un attentato nel centro commerciale Adigeo di Verona. Al suo arrivo nel suolo trevigiano il 22enne ha riferito di essere venuto a trovare parenti nel pordenonese, versione che non ha convinto gli investigatori. Immediato il decreto di espulsione firmato (Servizio di Marta Zatta)
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