09/07/2026 VENEZIA – Più interventi chirurgici, meno parti cesarei e nuove attività dedicate alle pazienti. I risultati e i progetti dell’unità di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Venezia || Un considerevole aumento dell’attività chirurgica, che registra un +70%, e una rete stretta di collaborazione con la sanità territoriale e con gli altri reparti del Dipartimento: si possono riassumere così i risultati dell’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Venezia che vede anche una sensibile riduzione dei parti cesarei, scesi dal 25 al 14% conseguendo l’obiettivo per i punti nascita con meno di 500 parti, fissato al 15%. Dipartimento dove aumentano in modo estremamente significativo gli interventi realizzati con tecniche mininvasive, che passano dal 35 al 90% e si sviluppa la chirurgia oncologica, anche con l’introduzione di nuove tecniche quali quella del linfonodo sentinella. Inoltre tra le novità più importanti in ambito ambulatoriale, l’apertura, da aprile, dell’ambulatorio per le gravidanze a rischio, che ora opera il collaborazione con la sanità territoriale e in stretta sinergia con l’ostetrica e Ginecologia dell’Ospedale di Mestre. Come spiega lo stesso primario Vanin, giunto dalla precedente esperienza in Friuli. Tra i progetti in via di realizzazione, infine, il primario Vanin cita l’ambulatorio di isteroscopia, che punta alla diagnosi precoci per le patologie neoplastiche, e l’ambulatorio di uroginecologia, per la cura dei disturbi della minzione e dei difetti del pavimento pelvico. – Intervistati CHIARA BOVO (DIRETTORE SANITARIO ULSS3), MICHELE VANIN (PRIMARIO OSTETRICIA E GINECOLOGIA VENEZIA ULSS3) (Servizio di Annamaria Parisi)


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