01/07/2026 LONGARONE – Il progetto di realizzazione di una nuova centralina idroelettrica in territorio ertano, ma con ricadute sul Longaronese, sembra inarrestabile. La memoria del Vajont grida vendetta e le comunità sono in rivolta. || Un ricorso formale al Capo dello Stato o, in alternativa, al Tribunale delle Acque. Contro il via libera alla nuova centralina idroelettrica sul torrente Vajont ormai è rivolta perchè quando si parla di Vajont il valore morale non può passare in secondo piano. L’hanno ribadito i cittadini presenti all’assemblea pubblica alla Sala Popoli d’Europa che hanno espresso contrarietà all’opera i cui benefici, anche volendoli monetizzare, sarebbero risibili per tutti. Netta la posizione del Comune di LongaroneIl progetto privato è blindato anche perchè la Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di non vincolarlo alla procedura di valutazione di impatto ambientale.”Tecnicamente – afferma Padrin ospite a Ring – non ci sono ostacoli. Ma la mobilitazione può certamente favorire un percorso diverso a fronte degli oltre 1900 morti di 63 anni fa”. Ma la storia si ripete. Lo si è visto con la lunga battaglia contro la realizzazione dell’invaso sul Vanoi voluto dal Consorzio Bonifica Brenta per portare acqua alla pianura assetata. – Intervistati ROBERTO PADRIN (SINDACO DI LONGARONE), DAVIDE PANTE (SINDACO DI LAMON) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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