23/06/2026 PADOVA – C’è anche il ricorso anticipato alle riserve accumulate negli invasi montani tra gli interventi pensati dalla Regione Veneto per garantire la disponibilità della risorsa idrica e preservare l’equilibrio dei fiumi messi in difficoltà dal caldo e dalla siccità di questo periodo. || Lancia l’allarme l’Assessore regionale Elisa Venturini, l’acqua nel Adige e nel Bacchiglione scarseggia, l’utilizzo dei bacini montani è un’opzione che si sta valutando per tutelare anche le città di Pianura come Padova dove l’acqua del Piovego è sfruttata per il raffreddamento del termovalorizzatore. I consorzi di bonifica intanto invitano tutti a evitare di sprecare la preziosa risorsa.Non siamo ancora ai livelli idrici del 2022, l’anno della grande siccità, ma la direzione sembrerebbe questa. I Consorzi nel breve termine cercano di trovare soluzioni.Nel cassetto del Consorzio ci sono più di 200 milioni di euro di progetti che permetterebbero di avere una gestione più efficente di una risorsa così preziosa. Da Chioggia dove si sta efficentando la rete irrigua a Dolo nel veneziano dove è stata potenziata l’area umida ampliandone la grandezza sono molti i progetti in campo come quello del bacino sui Colli Euganei.Il nodo idraulico del Bassanello permette di rifornire acqua garantendo la salubrità anche ai canali interni della città. – Intervistati ELISA VENTURINI (Ass. Ambiente Regione Veneto), SILVANO BUGNO (Pres. Consorzio di Bonifica Bacchiglione), NAZZARENO PAGANIZZA (Dir. Consorzio di Bonifica Bacchiglione) (Servizio di Francesco Rataj)


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