28/05/2026 MOGLIANO VENETO – Si sono fatti aprire il cancello fingendo di aver bisogno di indicazioni stradali e invece erano quattro rapinatori armati. Minuti di terrore per due anziani di Mogliano, in mattinata il ritrovamento dei loro cellulari, portati via dai banditi in fuga. || Gino Albaldo arriva, scende dalla macchina, pronuncia solo poche parole: “Ho preso tante botte”. Quelle che l’hanno fatto finire all’ospedale dopo la rapina in casa subita da lui, 86 anni, e dalla moglie Maria Boraldo, che di anni ne ha 81. Sono le otto di sera, via Bianchi, a Mogliano. Suonano al campanello, la porta è lontana dal cancello, gli anziani non sospettano nulla di male e aprono. Ma nell’abitazione fanno irruzione in quattro, volti travisati, due impugnano una pistola. Li fanno sedere a forza sul divano, a Maria strappano la collanina d’oro dal collo, frugano dappertutto, senza trovare altro, prima di andarsene afferrano i cellulari dei due anziani, ritrovati a un centinaio di metri, lungo la stradina sterrata. I carabinieri della Stazione, che indagano insieme ai colleghi del Nor, li recuperano e portano in caserma, così da verificare eventuali impronte. Rapina dalla dinamica del tutto simile a quella messa a segno tre settimane fa nella villa della famiglia Colombo a Selvana, non fosse che in quel caso i banditi si esprimevano con un accento dell’Est. Questi sarebbero invece italiani. E nella zona, non nuova a i furti, c’è sconcerto. (Servizio di Lina Paronetto)


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