28/04/2026 BELLUNO – Operazione sotto copertura tra Italia e Stati Uniti contro la pedopornografia online: tre arresti e sei denunce. Tra le persone finite in manette anche un uomo di 70 anni in provincia di Belluno, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. || L’hanno denominata “Mad Hatter”, cappellaio matto, in riferimento al celebre romanzo ‘Alice nel paese delle meraviglie, per rappresentare l’idea di un mondo “distorto” o fuori dalla realtà, come quello del celebre personaggio. Un’indagine lunga e complessa, iniziata nel 2024 e condotta sotto copertura negli ambienti criminali della rete, che ha portato a smantellare una rete di diffusione di materiale pedopornografico. Tre le persone arrestate in flagranza di reato, sei quelle denunciate. In manette un 70enne residente in provincia di Belluno, con precedenti specifici, trovato in possesso di un ingente archivio di materiale pedopornografico. Con lui, in carcere sono finiti anche un 63enne arrestato nel Mantovano e un 28enne rintracciato in provincia di Como. Al centro dell’operazione, coordinata dalla Procura di Roma e condotta dagli specialisti della Polizia postale di Venezia, Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma e Torino il monitoraggio dei canali internazionali di scambio di contenuti illegali, con il supporto dell’Fbi che ha consentito di acquisire informazioni utili a dare un volto e un nome agli attuali indagati. Gli investigatori hanno individuato migliaia di file dal contenuto raccapricciante: abusi su minori, anche in tenerissima età, in alcuni casi realizzati e manipolati con l’uso dell’intelligenza artificiale. Nove le perquisizioni domiciliari eseguite in tutta Italia, da nord a sud, con l’impiego di circa cinquanta operatori specializzati. Oltre ai tre arresti, la polizia postale ha denunciato a piede libero sei persone di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa, Firenze, Lecco e Frosinone.. Dura la reazione delle istituzioni. Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani parla di reato “gravissimo e odioso” e sottolinea l’urgenza di rafforzare le tutele per i minori online, rilanciando la necessità di limiti più stringenti all’accesso ai social per i più giovani. (Servizio di Tiziana Bolognani)


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