28/04/2026 BELLUNO – Carenza di personale, carichi di lavoro al limite e il timore di un ridimensionamento. È critica la situazione del Tribunale di Belluno, presidio fondamentale per un territorio interamente montano. La presidente Ferrari, però, rassicura. || La ratio della proposta dell’Associazione nazionale magistrati è quella di favorire la specializzazione dei giudici, il massimo dal punto di vista dell’efficienza. Ma dalla teoria alla pratica il passo non è sempre agile, in mezzo la necessità di rendere accessibile il servizio giustizia che qui, in una provincia interamente montana è di interesse vitale.L’uscita dei tre giudici sarà graduale, dice la presidente Ferrari, e la loro successione è stata assicurata dal concorso che individua la copertura dei tre posti che andranno nel cosiddetto ‘bollettone’ di maggio. Il periodo di interregno sarà gestito senza grossi scompensi, almeno nella gestione ordinaria dei procedimenti. Ad una applicata di Ancona, da remoto sono stati assegnati cento procedimenti civili allo scopo di ridurre la durata del processo che è uno degli obiettivi del Pnrr per il quale l’Europa chiederà conto a fine giugno.Tutt’altro obiettivo è la stabilizzazione degli addetti dell’ufficio del processo, il cui contratto a tempo determinato scadrà il 30 giugno. Una situazione che resta in bilico, mentre il tempo stringe e il rischio è quello di un progressivo indebolimento di un servizio essenziale per il territorio. – Intervistati SILVIA FERRARI (PRESIDENTE TRIBUNALE DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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