27/04/2026 PADOVA – Una vera e propria banca occulta per riciclare denaro è quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Venezia e Padova nella zona industriale della città del Santo. 17 le misure cautelari eseguite, confiscati beni per 40 milioni di euro. Coinvolti anche imprenditori italiani. Accanto alla banca, scoperta anche una bisca clandestina. || Un caseggiato anonimo, in zona industriale, con gli ingressi videosorvegliati e accanto una bisca clandestina emersa durante le indagini. Era nascosta qui la banca “occulta” gestita da un sodalizio di cittadini cinesi con al vertice un vero e proprio cda. Qui nascosti in borse della spesa o scatole di scarpe arrivavano ogni giorno fiumi di denaro che venivano poi riciclati. Un’indagine lunga, partita dal controllo del territorio, ha permesso ai militari dei comandi provinciali della guardia di finanza di Venezia e Padova, coordinati dalla procura di Padova, di indagare 21 persone. 17 le misure cautelari eseguite per reati diversi tra i quali l’associazione a delinquere, 7 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, altri 5 con l’obbligo di firma.ANGELANTONIO RACANELLI – Procuratore della Repubblica di Padova1.40 Non abbiamo – 1.56 investigareNella banca, contasoldi, cassaforti. Un ingresso sorvegliato e permesso solo a volti noti. I tre soci avevano accanto due donne una che gestiva la raccolta e la distribuzione del contante, l’altra coinvolta nella rete di prestanome. Accanto ai tre soci anche un soggetto definito il “commercialista” specializzato nella gestione delle società di comodo e nel trasferimento del denaro all’estero. Una struttura flessibile in grado di usare anche le criptovalute. Oltre 200 i militari impegnati in 35 perquisizioni domiciliari nelle province di Padova, Venezia, Treviso, Brescia, Milano e Prato che hanno sequestrato 200 mila euro in contanti, e un milione di dollari in criptovaluta, gioielli e orologi di valore. Autorizzato il sequestro preventivo di beni e contanti per 40 milioni di euro. Una rete capillare e sovranazionale con contatti con diversi paesi europei tra i quali la Germania. Tre i punti di raccolta individuati tra Padova e provincia. La banca prestava denaro a usura con tassi del 120% ma finanziava anche i giocatori d’azzardo della vicina bisca clandestina. Emersi contatti con diversi imprenditori italiani tra di lor – Intervistati ANGELANTONIO RACANELLI (Procuratore della Repubblica di Padova), Gen. MICHELE BOSCO (Comandante Provinciale Guardia di Finanza di Venezia), Col. ALBERTO FRANCESCHIN (Comandante Provinciale Guardia di Finanza di Padova) (Servizio di Chiara Gaiani)
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