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	<title>MAFIA &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>VICENZA &#124; I CONIUGI FIORETTO UCCISI DALLA MAFIA PER UN CRAC AZIENDALE</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:20:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[16/03/2026 VICENZA &#8211; Il movente del duplice omicidio Fioretto fu un&#8217;insolvenza di 25 milioni di euro di una conceria veronese. Lo scrive il gup nella sentenza che condanna il killer all&#8217;ergastolo &#124;&#124; Ci sono voluti trentacinque anni per la soluzione di uno dei più inquientanti misteri della cronaca nera vicentina. L&#8217;avvocato Piero Fioretto e la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>16/03/2026  VICENZA &#8211; Il movente del duplice omicidio Fioretto fu un&#8217;insolvenza di 25 milioni di euro di una conceria veronese. Lo scrive il gup nella sentenza che condanna il killer all&#8217;ergastolo  ||  Ci sono voluti trentacinque anni per la soluzione di uno dei più inquientanti misteri della cronaca nera vicentina. L&#8217;avvocato Piero Fioretto e la moglie Mafalda Begnozzi vennero trucidati, a Vicenza la sera del 25 febbraio 1991 per questioni economiche legate al salvataggio della conceria veronese Valdalpone, oberata da debiti per 49 miliardi di lire. Lo scrive il gup Antonella Crea nella sentenza con cui ha condannato all&#8217;ergastolo Umberto Pietrolungo, 59enne calabrese legato al clan &#8216;ndranghestista Muto, uno dei due killer. A incastrare Pietrolungo il dna su un guanto e una pistola recuperati dalla polizia. Secondo il giudice, l&#8217;avvocato Fioretto come consulente legale dell&#8217;imprenditore Bruno Mastrotto di Arzignano, aveva organizzato un incontro nel suo studio nel dicembre 1990 con i vertici di una conceria milanese per convincerli a non salvare il gruppo conciario veronese Valdalpone, a un passo dal fallimento. A volere il salvataggio anche la conceria &#8220;Italian Leather&#8221; di Bari che voleva finanziarie il concordato stragiudiziale rimborsando il 50% dei debiti della Valdalpone. Mastrotto era contrario perché Valdalpone operava sottocosto e c&#8217;erano molti lati oscuri. I killer, quel 25 febbraio, attesero Fioretto sotto casa alla sera. Tra gli assassini e l&#8217;avvocato c&#8217;era stata una discussione. Un testimone sentì Fioretto dire che avrebbe chiamato i carabinieri. Poi gli spari nel piazzale del condominio di contrà Torretti, coincisi con l&#8217;arrivo della signora Begnozzi, in soccorso del marito. Il movente del delitto, dunque, per il giudice è la crisi aziendale della Valdalpone. &#8220;Mio fratello fu ucciso dalla mafia &#8211; ha più volte ripetuto Giampaolo Fioretto &#8211; perché si opponeva a operazioni economiche inquinate&#8221;. (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe title="I CONIUGI FIORETTO UCCISI DALLA MAFIA PER UN CRAC AZIENDALE | 16/03/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/-gV40XoqPL4?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(-gV40XoqPL4)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>PIOVENE ROCCHETTE &#124; L&#8217;ARRESTO INGIUSTO, ASSOLTO DOPO 8 ANNI</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 21:19:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[05/03/2026 PIOVENE ROCCHETTE &#8211; Direttore di banca assolto dopo 8 anni dall&#8217;accusa di mafia. Era stato arrestato e licenziato &#124;&#124; &#8220;-&#8220;Il suo difensore Roberto Rigoni Stern commenta il verdetto del tribunale di Padova che ha assolto Federico Zambrini, 56 anni, di Piovene Rocchette, vittima dell&#8217;ennesimo caso di mala giustizia. La sua, dopo sei mesi di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>05/03/2026  PIOVENE ROCCHETTE &#8211; Direttore di banca assolto dopo 8 anni dall&#8217;accusa di mafia. Era stato arrestato e licenziato  ||  &#8220;-&#8220;Il suo difensore Roberto Rigoni Stern commenta il verdetto del tribunale di Padova che ha assolto Federico Zambrini, 56 anni, di Piovene Rocchette, vittima dell&#8217;ennesimo caso di mala giustizia. La sua, dopo sei mesi di ingiusti arresti domiciliari e altrettanti di obbligo di firma, è stata una carriera distrutta. &#8220;Un incubo del tutto ingiusto&#8221;, come più volte ha ripetuto il direttore dell&#8217;epoca della filiale di Busa di Vigonza, dell&#8217;allora Banca Popolare di Vicenza (poi Intesa San Paolo), in procinto di prendere servizio a quella più prestigiosa di Bassano del Grappa. Non avvenne perché fu arrestato per riciclaggio perché ritenuto complice di una presunta associazione per delinquere, dall&#8217;antimafia di Padova, come ipotetico consulente finanziario della criminalità organizzata. In realtà nulla di tutto questo, come aggiunge l&#8217;avv. Rigoni Stern.&#8221;-&#8220;Avvenne quando l’operazione della DIA di Padova vide alle cinque del mattino gli investigatori entrare in casa per eseguire l’arresto. La difesa ha sempre sostenuto che Zambrini non potesse conoscere l’origine illecita delle somme movimentate sui conti. E ha prodotto documenti per dimostrare che l&#8217;operato del direttore, che era stato per giunta minacciato perché il valore delle azioni di BpVi era crollato, era stato corretto. Il pm in udienza ha chiesto 7 anni di reclusione, ma il tribunale ha spazzato via tutti i sospetti: assoluzione perché “il fatto non sussiste”. Una sentenza che chiude una angosciante vicenda culminata con il licenziamento, l’esposizione mediatica e un pesante prezzo personale pagato sia da Zambrini che dalla sua famiglia. Che nessun risarcimento, per l&#8217;ingiusta detenzione, potrà restituirgli a causa di questi lunghi otto anni vissuti sulla graticola della giustizia. &#8211; Intervistati Roberto Rigoni Stern (Avvocato difensore) (Servizio di   <a href="/redazione/Ivano-Tolettini/">Ivano Tolettini</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;ARRESTO INGIUSTO, ASSOLTO DOPO 8 ANNI | 05/03/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/s7fLWSNcKNk?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(s7fLWSNcKNk)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>VENEZIA &#124; «AL TRONCHETTO C’ERA LA MAFIA»</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/166027/venezia-al-tronchetto-cera-la-mafia/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 20:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[19/12/2025 VENEZIA &#8211; Non solo di nome ma anche di fatto, la &#8220;mala del Tronchetto&#8221; è stata una mafia, ne ha usato i metodi, ne aveva le ambizioni, ne esprimeva la forza.La sentenza dall’aula bunker di Mestre. &#124;&#124; Mala del Tronchetto. La mafia c’era. E’ il verdetto, della corte d&#8217;appello nell&#8217;aula bunker di Mestre, che ha &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>19/12/2025  VENEZIA &#8211; Non solo di nome ma anche di fatto, la &#8220;mala del Tronchetto&#8221; è stata una mafia, ne ha usato i metodi, ne aveva le ambizioni, ne esprimeva la forza.La sentenza dall’aula bunker di Mestre.   ||  Mala del Tronchetto. La mafia c’era. E’ il verdetto, della corte d&#8217;appello nell&#8217;aula bunker di Mestre, che ha ribaltato la sentenza di primo grado. Come già accaduto per i Casalesi di Eraclea. La banda  dei &#8220;mestrini&#8221;, ex mala del Brenta, dunque, era un&#8217;associazione mafiosa che voleva prendere il controllo di uno dei principali hub turistici, dedita a estorsioni, rapine e reati vari.  I giudici hanno condannato i boss Gilberto Boatto a 29 anni e 3 mesi e Paolo Pattarello a 26 anni. Dai 136 anni complessivi del primo grado si passa, dunque, a un totale di 215. Saranno le motivazioni, per le quali la Corte si è presa 90 giorni di tempo, a spiegare il perché mentre le difese hanno già preannunciato che faranno ricorso in Cassazione.  Condannata anche Sara Battagliarin, che in primo grado era stata assolta perché i legali avevano convinto i giudici che non fosse a conoscenza delle attività del suo compagno Trabujo: 6 anni e 6 mesi, mentre il fratello del «boss», Denis Trabujo, 15 anni e 3 mesi e la madre Lucia Marazzi 6 anni e 8 mesi. (Servizio di   <a href="/redazione/Ilaria-Marchiori/">Ilaria Marchiori</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="«AL TRONCHETTO C’ERA LA MAFIA» | 19/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/pCl9BO9h_Ek?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#124; DAI PARIOLI ALLA REGINA DELLE DOLOMITI, TRE ARRESTI. SPEZZATI I GANGLI DELLA MAFIA</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 19:50:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[08/10/2025 CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Clamorosa operazione dei carabinieri di Cortina e Belluno, coordinata dalla Direzione Distrettuale Animafia della Procura di Venezia. Spaccio e estorsione aggravata dal metodo mafioso, i reati contestati a vario titolo a tre persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare, di cui una in carcere, eseguite questa mattina all&#8217;alba. &#124;&#124; Dalla &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>08/10/2025  CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Clamorosa operazione dei carabinieri di Cortina e Belluno, coordinata dalla Direzione Distrettuale Animafia della Procura di Venezia. Spaccio e estorsione aggravata dal metodo mafioso, i reati contestati a vario titolo a tre persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare, di cui una in carcere, eseguite questa mattina all&#8217;alba.    ||  Dalla Capitale alle vette delle Dolomiti. Dai salotti dei Parioli ai locali della movida di Cortina. Una scalata criminale durata anni, costruita su droga, violenza e metodo mafioso.   Loro sono Leopoldo e Alvise Cobianchi, ex ultras della Lazio, legati ai vecchi ‘Irriducibili’. Un nome su tutti: Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, assassinato nel 2019. Un&#8217;amicizia usata come lasciapassare criminale, come marchio di potere.    Hanno cominciato dalla droga: a Cortina, avevano messo in piedi una rete di pusher, minacciando chi non pagava, pestando gli spacciatori “non autorizzati”. Poi, il controllo dei locali: eventi imposti con la forza, PR e DJ reclutati sotto minaccia, sicurezza gestita da uomini fidati. Il tutto sotto una società con sede a Roma, usata come paravento.  Ma il passo successivo è stato ancora più ambizioso: gli appalti per le Olimpiadi Invernali del 2026. Un modus operandi inquietante interrotto dal blitz dei carabinieri della compagnia di Cortina che con i colleghi dei nuclei investigativi di Belluno e di Roma è stato interrotto nelle scorse ore. Tre le ordinanze di custodia cautelare, una in carcere, una ai domiciliari, un obbligo di dimora nella capitale eseguite su ordine del Gip di Venezia al termine di un anno di indagini serrate sviluppate da un&#8217;attività in materia di stupefacenti della Procura di Belluno risalente al 2022. Un’infiltrazione silenziosa, ma precisa. Con incontri, pressioni, e perfino un messaggio minatorio a Stefano Ghezze, assessore comunale di Cortina, reo di non aver “ricambiato” il loro presunto supporto elettorale non richiesto nè accettato. Il progetto criminale, smantellato con l’operazione “Reset”coordinata dall’Antimafia, seguiva tre fasi:  controllo dello spaccio, controllo della movida, controllo degli appalti.Un piano meticoloso, confermato anche da un collaboratore di giustizia, e documentato da intercettazioni, pedinamenti e testimonianze dirette.  Tra gli episodi più violenti: il sequestro di un uomo, rinc (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="DAI PARIOLI ALLA REGINA DELLE DOLOMITI, TRE ARRESTI. SPEZZATI I GANGLI DELLA MAFIA | 08/10/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/LoEFqxdaBvg?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#124; ESTORSIONI E DROGA, MA LA RETE CRIMINALE PUNTAVA AGLI APPALTI OLIMPICI</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 19:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[08/10/2025 CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Alla buona riuscita della disarticolazione del gruppo criminale hanno contribuito le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e di diversi testimoni, sia cittadini che gestori di locali e amministratori di Cortina. &#124;&#124; Scioccato il primo cittadino di Cortina all&#8217;esito dell&#8217;indagine della Procura di Venezia che ha disarticolato il gruppo criminale che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>08/10/2025  CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Alla buona riuscita della disarticolazione del gruppo criminale hanno contribuito le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e di diversi testimoni, sia cittadini che gestori di locali e amministratori di Cortina.   ||  Scioccato il primo cittadino di Cortina all&#8217;esito dell&#8217;indagine della Procura di Venezia che ha disarticolato il gruppo criminale che oltre allo spaccio di stupefacenti e al controllo, diretto e indiretto, di alcuni locali pubblici, stava tentando di infiltrarsi negli appalti pubblici delle ormai imminienti Olimpiadi invernali. Sotto il tiro dei fratelli Cobianchi, legati al temuto clan romano dei Piscitelli, sin dalla campagna elettorale Stefano Ghezze, assessore comunale di lungo corso a Cortina.Leopoldo e Alvise Cobianchi si erano avvicinati a Ghezze in qualità di imprenditori capaci di influenzare le elezioni amministrative in cambio dell&#8217;ottenimento di appalti per i lavori pre olimpici. A elezioni avvenute, il clan avevano inviato a Ghezze tramite un dipendente dell&#8217;azienda di cui è titolare l&#8217;assessore, un messaggio minatorio in cui relamavano l&#8217;assegnazione di lavori. Un quadro davvero inquietante che certo non ha fatto passare notti tranquille. Sentimento condiviso da cittadini e esercenti che, sebbene impauriti da minacce e intimidazioni, una volta convocati dai carabinieri hanno raccontato dettagli utili alla ricostruzione dei fatti. Fatti sui quali interviene con fermezza il Presidente della Regione Luca Zaia.L&#8217;indagine non è ancora conclusa. L&#8217;invito ai cittadini ampezzani e a chiunque fosse a conoscenza di notizie d&#8217;interesse relative ai fatti di rivolgersi ai carabinieri o alla magistratura per riferirle. &#8211; Intervistati GIANLUCA LORENZI SINDACO DI CORTINA D&#8217;AMPEZZO (AL TELEFONO), LUCA ZAIA (PRESIDENTE REGIONE VENETO) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ESTORSIONI E DROGA, MA LA RETE CRIMINALE PUNTAVA AGLI APPALTI OLIMPICI | 08/10/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/dFVzX1JjKVw?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#124; DAI PARIOLI ALLA REGINA DELLE DOLOMITI, TRE ARRESTI. SPEZZATI I GANGLI DELLA MAFIA</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/155492/cortina-dampezzo-dai-parioli-alla-regina-delle-dolomiti-tre-arresti-spezzati-i-gangli-della-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 19:12:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[08/10/2025 CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Clamorosa operazione dei carabinieri di Cortina e Belluno, coordinata dalla Direzione Distrettuale Animafia della Procura di Venezia. Spaccio e estorsione aggravata dal metodo mafioso, i reati contestati a vario titolo a tre persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare, di cui una in carcere, eseguite questa mattina all&#8217;alba. &#124;&#124; Dalla &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>08/10/2025  CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Clamorosa operazione dei carabinieri di Cortina e Belluno, coordinata dalla Direzione Distrettuale Animafia della Procura di Venezia. Spaccio e estorsione aggravata dal metodo mafioso, i reati contestati a vario titolo a tre persone destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare, di cui una in carcere, eseguite questa mattina all&#8217;alba.    ||  Dalla Capitale alle vette delle Dolomiti. Dai salotti dei Parioli ai locali della movida di Cortina. Una scalata criminale durata anni, costruita su droga, violenza e metodo mafioso.   Loro sono Leopoldo e Alvise Cobianchi, ex ultras della Lazio, legati ai vecchi ‘Irriducibili’. Un nome su tutti: Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, assassinato nel 2019. Un&#8217;amicizia usata come lasciapassare criminale, come marchio di potere.    Hanno cominciato dalla droga: a Cortina, avevano messo in piedi una rete di pusher, minacciando chi non pagava, pestando gli spacciatori “non autorizzati”. Poi, il controllo dei locali: eventi imposti con la forza, PR e DJ reclutati sotto minaccia, sicurezza gestita da uomini fidati. Il tutto sotto una società con sede a Roma, usata come paravento.  Ma il passo successivo è stato ancora più ambizioso: gli appalti per le Olimpiadi Invernali del 2026. Un modus operandi inquietante interrotto dal blitz dei carabinieri della compagnia di Cortina che con i colleghi dei nuclei investigativi di Belluno e di Roma è stato interrotto nelle scorse ore. Tre le ordinanze di custodia cautelare, una in carcere, una ai domiciliari, un obbligo di dimora nella capitale eseguite su ordine del Gip di Venezia al termine di un anno di indagini serrate sviluppate da un&#8217;attività in materia di stupefacenti della Procura di Belluno risalente al 2022. Un’infiltrazione silenziosa, ma precisa. Con incontri, pressioni, e perfino un messaggio minatorio a Stefano Ghezze, assessore comunale di Cortina, reo di non aver “ricambiato” il loro presunto supporto elettorale non richiesto nè accettato. Il progetto criminale, smantellato con l’operazione “Reset”coordinata dall’Antimafia, seguiva tre fasi:  controllo dello spaccio, controllo della movida, controllo degli appalti.Un piano meticoloso, confermato anche da un collaboratore di giustizia, e documentato da intercettazioni, pedinamenti e testimonianze dirette.  Tra gli episodi più violenti: il sequestro di un uomo, rinc (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="DAI PARIOLI ALLA REGINA DELLE DOLOMITI, TRE ARRESTI. SPEZZATI I GANGLI DELLA MAFIA | 08/10/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/EM-JujyU0og?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(EM-JujyU0og)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#124; ESTORSIONI E DROGA, MA LA RETE CRIMINALE PUNTAVA AGLI APPALTI OLIMPICI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 19:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A3 News - Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[08/10/2025 CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Alla buona riuscita della disarticolazione del gruppo criminale hanno contribuito le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e di diversi testimoni, sia cittadini che gestori di locali e amministratori di Cortina. &#124;&#124; Scioccato il primo cittadino di Cortina all&#8217;esito dell&#8217;indagine della Procura di Venezia che ha disarticolato il gruppo criminale che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>08/10/2025  CORTINA D&#8217;AMPEZZO &#8211; Alla buona riuscita della disarticolazione del gruppo criminale hanno contribuito le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e di diversi testimoni, sia cittadini che gestori di locali e amministratori di Cortina.   ||  Scioccato il primo cittadino di Cortina all&#8217;esito dell&#8217;indagine della Procura di Venezia che ha disarticolato il gruppo criminale che oltre allo spaccio di stupefacenti e al controllo, diretto e indiretto, di alcuni locali pubblici, stava tentando di infiltrarsi negli appalti pubblici delle ormai imminienti Olimpiadi invernali. Sotto il tiro dei fratelli Cobianchi, legati al temuto clan romano dei Piscitelli, sin dalla campagna elettorale Stefano Ghezze, assessore comunale di lungo corso a Cortina.Leopoldo e Alvise Cobianchi si erano avvicinati a Ghezze in qualità di imprenditori capaci di influenzare le elezioni amministrative in cambio dell&#8217;ottenimento di appalti per i lavori pre olimpici. A elezioni avvenute, il clan avevano inviato a Ghezze tramite un dipendente dell&#8217;azienda di cui è titolare l&#8217;assessore, un messaggio minatorio in cui relamavano l&#8217;assegnazione di lavori. Un quadro davvero inquietante che certo non ha fatto passare notti tranquille. Sentimento condiviso da cittadini e esercenti che, sebbene impauriti da minacce e intimidazioni, una volta convocati dai carabinieri hanno raccontato dettagli utili alla ricostruzione dei fatti. Fatti sui quali interviene con fermezza il Presidente della Regione Luca Zaia.L&#8217;indagine non è ancora conclusa. L&#8217;invito ai cittadini ampezzani e a chiunque fosse a conoscenza di notizie d&#8217;interesse relative ai fatti di rivolgersi ai carabinieri o alla magistratura per riferirle. &#8211; Intervistati GIANLUCA LORENZI SINDACO DI CORTINA D&#8217;AMPEZZO (AL TELEFONO), LUCA ZAIA (PRESIDENTE REGIONE VENETO) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ESTORSIONI E DROGA, MA LA RETE CRIMINALE PUNTAVA AGLI APPALTI OLIMPICI | 08/10/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/o_mNxUD5IFU?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MESTRE &#124; DON CIOTTI: «COMBATTIAMO LA MAFIA ANCHE IN VENETO»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 21:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A3 News - Venezia]]></category>
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		<category><![CDATA[CORRUZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[29/11/2024 MESTRE &#8211; Il fondatore del Gruppo Abele e attivista di Libera è stato ospite al teatro Kolbe di Mestre per parlare di lotta alla corruzione. Al termine dell’incontro ha concesso, in esclusiva per le nostre reti, una lunga intervista.   &#124;&#124; La lotta alla mafia va combattuta, con coraggio, anche in Veneto. Un teatro &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>29/11/2024  MESTRE &#8211; Il fondatore del Gruppo Abele e attivista di Libera è stato ospite al teatro Kolbe di Mestre per parlare di lotta alla corruzione. Al termine dell’incontro ha concesso, in esclusiva per le nostre reti, una lunga intervista.    ||  La lotta alla mafia va combattuta, con coraggio, anche in Veneto. Un teatro Kolbe gremito da tantissima gente ha accolto un “figlio” delle nostre terre e del Nordest, don Luigi Ciotti che arrivato a Mestre ha dialogato sul tema della corruzione con Francesca Rispoli dell’ufficio di presidenza di “Libera” &#8211; Intervistati DON LUIGI CIOTTI  (ATTIVISTA DI LIBERA) (Servizio di   <a href="/redazione/Lorenzo-Mayer/">Lorenzo Mayer</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="DON CIOTTI: «COMBATTIAMO LA MAFIA ANCHE IN VENETO» | 29/11/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/rrocdmHvHZM?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(rrocdmHvHZM)finevideoid-categoria(a3venezia)finecategoria</span></p>
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		<title>CONEGLIANO &#124; ARRESTATO PER MAFIA, MA PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA: DENUNCIATO</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/87157/conegliano-arrestato-per-mafia-ma-percepiva-il-reddito-di-cittadinanza-denunciato-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 22:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A3 News - Treviso]]></category>
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					<description><![CDATA[13/11/2023 CONEGLIANO &#8211; Era stato arrestato per mafia e percepiva, dal 2019, il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Denunciato dalla guardia di finanza di Conegliano, un uomo residente nella Marca &#124;&#124; Arrestato nel 2014 per associazione a stampo mafioso, estorsione e rapina. Possedeva auto e terreni. Eppure da quattro anni, percepiva il reddito di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>13/11/2023  CONEGLIANO &#8211; Era stato arrestato per mafia e percepiva, dal 2019, il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Denunciato dalla guardia di finanza di Conegliano, un uomo residente nella Marca  ||  Arrestato nel 2014 per associazione a stampo mafioso, estorsione e rapina. Possedeva auto e terreni. Eppure da quattro anni, percepiva il reddito di cittadinanza, intascandosi una somma di 20 mila euro Denunciato dalla Guardia di Finanza di Conegliano, un pluripregiudicato residente nella Marca, che dal 2019 riceveva mensilmente il sussidio, dopo aver presentato all&#8217;Inps una documentazione volutamente incompleta. &#8211; Intervistati CAP. ANTONIO ANCILLAO (Comandante Guardia di Finanza di Conegliano) (Servizio di   <a href="/redazione/Sharon-Di-Carlo/">Sharon Di Carlo</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ARRESTATO PER MAFIA, MA PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA: DENUNCIATO  | 13/11/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/YsNnSwhSMjs?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CONEGLIANO &#124; ARRESTATO PER MAFIA, MA PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA: DENUNCIATO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 18:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A3 News - Veneto]]></category>
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		<category><![CDATA[ANTENNATRE]]></category>
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					<description><![CDATA[13/11/2023 CONEGLIANO &#8211; Era stato arrestato per mafia e percepiva, dal 2019, il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Denunciato dalla guardia di finanza di Conegliano, un uomo residente nella Marca &#124;&#124; Arrestato nel 2014 per associazione a stampo mafioso, estorsione e rapina. Possedeva auto e terreni. Eppure da quattro anni, percepiva il reddito di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>13/11/2023  CONEGLIANO &#8211; Era stato arrestato per mafia e percepiva, dal 2019, il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Denunciato dalla guardia di finanza di Conegliano, un uomo residente nella Marca  ||  Arrestato nel 2014 per associazione a stampo mafioso, estorsione e rapina. Possedeva auto e terreni. Eppure da quattro anni, percepiva il reddito di cittadinanza, intascandosi una somma di 20 mila euro Denunciato dalla Guardia di Finanza di Conegliano, un pluripregiudicato residente nella Marca, che dal 2019 riceveva mensilmente il sussidio, dopo aver presentato all&#8217;Inps una documentazione volutamente incompleta. &#8211; Intervistati CAP. ANTONIO ANCILLAO (Comandante Guardia di Finanza di Conegliano) (Servizio di   <a href="/redazione/Sharon-Di-Carlo/">Sharon Di Carlo</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ARRESTATO PER MAFIA, MA PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA: DENUNCIATO  | 13/11/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/KXgnDioj_m4?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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