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	<title>INTERROGATORIOGARANZIA &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>PADOVA &#124; IN SILENZIO DAVANTI AL GIUDICE IL VICINO DI FATOS CENAJ</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:51:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[16/12/2025 PADOVA &#8211; L&#8217;arresto del killer di Fatos Cenaj. E&#8217; durato una quindicina di minuti l&#8217;interrogatorio di garanzia che si è svolto in tribunale a Padova. Il vicino di casa della ex guardia carceraria si è avvalso della facoltà di non rispondere. &#124;&#124; In silenzio davanti al giudice delle indagini preliminari Domenica Gambardella il presunto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>16/12/2025  PADOVA &#8211; L&#8217;arresto del killer di Fatos Cenaj. E&#8217; durato una quindicina di minuti l&#8217;interrogatorio di garanzia che si è svolto in tribunale a Padova. Il vicino di casa della ex guardia carceraria si è avvalso della facoltà di non rispondere.  ||  In silenzio davanti al giudice delle indagini preliminari Domenica Gambardella il presunto assassino di Fatos Cenaj. Erano le 13.20 quando ha fatto il suo ingresso nell&#8217;aula M del tribunale di Padova Moreno Violetto, il vicino di casa della ex guardia carceraria albanese. Poco più di un quarto d&#8217;ora, tanto è durata l&#8217;udienza durante la quale il 45enne, assistito dall&#8217;avvocato Simone Guglielmin, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Da sabato l&#8217;uomo è in carcere a Padova, accusato di omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Sarebbe stato lui, secondo le indagini condotte dai carabinieri del reparto operativo di Padova, della compagnia di Cittadella con l&#8217;ausilio dei riscontri tecnici dei Ris di Parma a sparare il colpo che ha raggiunto alla testa il 58enne mentre stava andando in un maneggio dove lavorava all&#8217;alba di domenica 8 giugno. L&#8217;uomo era stato trovato agonizzante ed era morto dopo tre giorni in ospedale a Padova. A insospettire i carabinieri, che avevano subito avviato le indagini, le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza che ritraevano un uomo con la maschera antigas sul volto e dei tatuaggi al braccio che in realtà erano dei manicotti, tutto acquistato online come hanno scoperto i carabinieri che hanno anche tracciato l&#8217;acquisto di polvere da sparo e dell&#8217;occorrente per fabbricare un&#8217;arma in modo artigianale. Le indagini hanno stabilito che la polvere da sparo ritrovata sulla bici dell&#8217;uomo e su Fatos Cenaj è compatibile e il cerchio così si è chiuso anche se ancora non è stata trovata l&#8217;arma con cui il presunto assassino avrebbe sparato. Un lavoro solo all&#8217;inizio per la difesa con l&#8217;avvocato che ha già incontrato il suo assistito in carcere prima dell&#8217;udienza di convalida. Un assassino nato per futili motivi, liti per le fioriere e per l&#8217;abbaiare dei cani, secondo gli inquirenti che hanno lavorato in questi mesi per dare un volto alla persona che ha tolto la vita a un 58enne arrivato in Italia per stare ac (Servizio di   <a href="/redazione/Chiara-Gaiani/">Chiara Gaiani</a>)</p>
<p><iframe title="IN SILENZIO DAVANTI AL GIUDICE IL VICINO DI FATOS CENAJ | 16/12/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/RJL1MwVj38I?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(RJL1MwVj38I)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>CITTADELLA &#124; AGGRESSIONE IN OSPEDALE. LUCA GRANDE, NURSIND: «ERO IN SERVIZIO, CHIEDIAMO SICUREZZA»</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 15:14:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[04/11/2024 CITTADELLA &#8211; L&#8217;aggressione al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cittadella. Tra gli operatori sanitari presenti anche Luca Grande, infermiere e segretario provinciale del Nursind. Ancora sotto choc, ai nostri microfoni fa una precisa richiesta: «Dobbiamo operare in sicurezza, servono le guardie giurate». &#124;&#124; Sono impressi negli occhi e nel cuore di Luca Grande, sindacalista, segretario &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>04/11/2024  CITTADELLA &#8211; L&#8217;aggressione al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cittadella. Tra gli operatori sanitari presenti anche Luca Grande, infermiere e segretario provinciale del Nursind. Ancora sotto choc, ai nostri microfoni fa una precisa richiesta: «Dobbiamo operare in sicurezza, servono le guardie giurate».  ||  Sono impressi negli occhi e nel cuore di Luca Grande, sindacalista, segretario provinciale del Nursind, i minuti di terrore vissuti nel pronto soccorso di Cittadella tenuto sotto scacco da un uomo armato di coltello, in visibile stato di alterazione. 34 anni, l&#8217;uomo, in carcere con l&#8217;accusa di tentato omicidio, domani mattina sarà sottoposto dal gip all&#8217;interrogatorio di garanzia. Una corsa folle la sua che prima di essere bloccato con il taser è riuscito a ferire anche un medico e un carabiniere. Parole cariche di emozione e ancora di adrenalina nella voce di Luca Grande che, nella sua veste di sindacalista, chiede alla regione un intervento immediato. &#8211; Intervistati LUCA GRANDE (Segretario Nursind Padova) (Servizio di   <a href="/redazione/Chiara-Gaiani/">Chiara Gaiani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="AGGRESSIONE IN OSPEDALE. LUCA GRANDE, NURSIND: «ERO IN SERVIZIO, CHIEDIAMO SICUREZZA» | 04/11/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/UUqpCGD0XLs?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(UUqpCGD0XLs)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>MASER &#124; SERGIO DE ZEN RESTA IN CARCERE. L&#8217;AVVOCATO: «FAMIGLIE SOLE, PROBLEMA NAZIONALE»</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 03:49:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/09/2023 MASER &#8211; Il delitto di Maser. Durante l&#8217;interrogatorio di garanzia Sergio De Zen ha chiesto di rimanere in carcere, ribadendo la versione della prima ora. &#8220;Non ci sono responsabilità di una singola struttura sanitaria, il problema è generale e politico&#8221;, dice l&#8217;avvocato. &#124;&#124; E&#8217; questa la ferma convinzione dell&#8217;avvocato Sabrina Dei Rossi all&#8217;uscita del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/09/2023  MASER &#8211; Il delitto di Maser. Durante l&#8217;interrogatorio di garanzia Sergio De Zen ha chiesto di rimanere in carcere, ribadendo la versione della prima ora. &#8220;Non ci sono responsabilità di una singola struttura sanitaria, il problema è generale e politico&#8221;, dice l&#8217;avvocato.  ||  E&#8217; questa la ferma convinzione dell&#8217;avvocato Sabrina Dei Rossi all&#8217;uscita del carcere di Santa Bona a Treviso, al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia a carico di Sergio De Zen, il 74enne accusato di aver ucciso con una coltellata la moglie inferma, Manuela Bittante 77anni, nella lora casa di Coste di Maser, dove la donna si trovava allettata da qualche giorno in stato semi-vegetativo ma cosciente, e questo dopo un ricovero di un mese e mezzo a causa di un ictus a Montebelluna.Quanto ai fatti di domenica nella casa di via Metti, davanti al gip Cristian Vettoruzzo e al pm Gabriella Cama, De Zen ha confermato la versione della prima ora, quella data ai carabinieri di Cornuda non appena costituitosi.L&#8217;avvocato riferisce di un uomo ancora prostrato, che si è assunto la responsabilità materiale del gesto, anche se restano da indagare i nodi della mente.Sergio De Zen resta quindi in carcere: l&#8217;uomo non ha ancora sentito la figlia Aurora, mentre si attende l&#8217;esito dell&#8217;autopsia sul corpo di Manuela fissata per venerdì. &#8211; Intervistati AVV. SABRINA DEI ROSSI (Legale Sergio De Zen) (Servizio di   <a href="/redazione/Cristian-Arboit/">Cristian Arboit</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="SERGIO DE ZEN RESTA IN CARCERE. L&#039;AVVOCATO: «FAMIGLIE SOLE, PROBLEMA NAZIONALE» | 27/09/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/MHbA5xjD5Nk?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MASER &#124; SERGIO DE ZEN RESTA IN CARCERE. L&#8217;AVVOCATO: «FAMIGLIE SOLE, PROBLEMA NAZIONALE»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 17:53:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/09/2023 MASER &#8211; Il delitto di Maser. Durante l&#8217;interrogatorio di garanzia Sergio De Zen ha chiesto di rimanere in carcere, ribadendo la versione della prima ora. &#8220;Non ci sono responsabilità di una singola struttura sanitaria, il problema è generale e politico&#8221;, dice l&#8217;avvocato. &#124;&#124; E&#8217; questa la ferma convinzione dell&#8217;avvocato Sabrina Dei Rossi all&#8217;uscita del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/09/2023  MASER &#8211; Il delitto di Maser. Durante l&#8217;interrogatorio di garanzia Sergio De Zen ha chiesto di rimanere in carcere, ribadendo la versione della prima ora. &#8220;Non ci sono responsabilità di una singola struttura sanitaria, il problema è generale e politico&#8221;, dice l&#8217;avvocato.  ||  E&#8217; questa la ferma convinzione dell&#8217;avvocato Sabrina Dei Rossi all&#8217;uscita del carcere di Santa Bona a Treviso, al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia a carico di Sergio De Zen, il 74enne accusato di aver ucciso con una coltellata la moglie inferma, Manuela Bittante 77anni, nella lora casa di Coste di Maser, dove la donna si trovava allettata da qualche giorno in stato semi-vegetativo ma cosciente, e questo dopo un ricovero di un mese e mezzo a causa di un ictus a Montebelluna.Quanto ai fatti di domenica nella casa di via Metti, davanti al gip Cristian Vettoruzzo e al pm Gabriella Cama, De Zen ha confermato la versione della prima ora, quella data ai carabinieri di Cornuda non appena costituitosi.L&#8217;avvocato riferisce di un uomo ancora prostrato, che si è assunto la responsabilità materiale del gesto, anche se restano da indagare i nodi della mente.Sergio De Zen resta quindi in carcere: l&#8217;uomo non ha ancora sentito la figlia Aurora, mentre si attende l&#8217;esito dell&#8217;autopsia sul corpo di Manuela fissata per venerdì. &#8211; Intervistati AVV. SABRINA DEI ROSSI (Legale Sergio De Zen) (Servizio di   <a href="/redazione/Cristian-Arboit/">Cristian Arboit</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="SERGIO DE ZEN RESTA IN CARCERE. L&#039;AVVOCATO: «FAMIGLIE SOLE, PROBLEMA NAZIONALE» | 27/09/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/A5V7wSmz6Lo?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>TOMBOLO &#124; OMICIDIO DI LILIANA COJITA: IL COMPAGNO RESTA IN CARCERE</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/83459/tombolo-omicidio-di-liliana-cojita-il-compagno-resta-in-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 18:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[23/09/2023 TOMBOLO &#8211; L&#8217;omicidio di Liliana Cojita, la 55enne uccisa a Tombolo. Resta in carcere il compagno, un cittadino marocchino di 49 anni che ha confessato il delitto, che oggi ha parlato davanti nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia. &#124;&#124; Ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia Youssef Mahid, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>23/09/2023  TOMBOLO &#8211; L&#8217;omicidio di Liliana Cojita, la 55enne uccisa a Tombolo. Resta in carcere il compagno, un cittadino marocchino di 49 anni che ha confessato il delitto, che oggi ha parlato davanti nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia.    ||  Ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia Youssef Mahid, il marocchino di 49 anni che ha confessato di aver ucciso Liliana Cojita. Omicidio volontario con l&#8217;aggravante della relazione sentimentale, con questa accusa il 49enne è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere per il pericolo della reiterazione del reato e resta quindi rinchiuso al Due Palazzi di Padova. «Litigavamo da settimane &#8211; ha raccontato al giudice assistito dall&#8217;avvocato Corrado Perseghin &#8211; non volevo uccidere Liliana, nell&#8217;impeto ho usato il cuscino ma non mi rendevo conto di quello che facevo». Un raptus per motivi di gelosia, perchè Liliana avrebbe frequentato un altro uomo: questa la ricostruzione fatta anche davanti al giudice dopo quanto dichiarato al pm Roberto D&#8217;Angelo e ai carabinieri. Capita la gravità della situazione, Mahid ha anche tentato di rianimare Liliana che ormai non respirava più buttandole dell&#8217;acqua sul viso. Tutto inutile: Liliana Cojita era già morta. A quel punto l&#8217;uomo ha inforcato la bici e ha corso per ore, lasciando il corpo senza vita della sua compagna nella stanza dell&#8217;appartamento di Via Vittorio Veneto a Tombolo. Solo il giorno dopo, giovedì, intorno alle 14 si è presentato ai carabinieri e ha confessato. Liliana Cojita lascia una figlia e una nipote. 56 anni, di origine romena, da un anno viveva in quell&#8217;appartamento nel centro di Tombolo con il compagno e altre due persone. Accertamenti sono in corso anche sugli inquilini per capire se i contratti d&#8217;affitto fossero tutti regolari. (Servizio di   <a href="/redazione/Chiara-Gaiani/">Chiara Gaiani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="OMICIDIO DI LILIANA COJITA: IL COMPAGNO RESTA IN CARCERE  | 23/09/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/CSM1RYKgXPQ?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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