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	<title>DIGA &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>LONGARONE &#124; SI PUO&#8217; SFRUTTARE L&#8217;ACQUA DEL VAJONT?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:16:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[18/02/2026 LONGARONE &#8211; Vajont: si potrebbe tornare a utilizzarne l&#8217;acqua? C’è chi sostiene che è un luogo sacro in seguito alla tragedia del 1963, quindi è contrario ad ogni progetto, soprattutto se produce un reddito mentre altri ritengono che adesso potrebbe ridare qualcosa in termini di sviluppo.Si parla di un investimento da 12 milioni di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>18/02/2026  LONGARONE &#8211; Vajont: si potrebbe tornare a utilizzarne l&#8217;acqua? C’è chi sostiene che  è un luogo sacro in seguito alla tragedia del 1963, quindi è contrario ad ogni progetto, soprattutto se produce un reddito mentre altri ritengono che adesso potrebbe ridare qualcosa in termini di sviluppo.Si parla di un investimento da 12 milioni di euro.   ||  Si può privatizzare l&#8217;acqua del Vajont? L’azienda friulana Welly Red, con sede operativa a Belluno sta portando avanti, in questo senso, un progetto del 1996 che prevede una nuova centrale idroelettrica sul torrente.L’unica strada ipotizzabile sarebbe forse quella di un interesse pubblico, con una  ricaduta sulla comunità locale anche se l’impianto viene definito non necessario, perché produrre 1815KW non soddisferebbe il fabbisogno energetico locale.Un sì alla centrale sul torrente Vajont arriva invece da Erto per bocca del Sindaco Antonio Carrara che sostiene che «se, come dicono le carte, si tratta di 13 mila e 300 Gigawatt, anziché Megawatt, l’introito per le casse municipali sarebbe ben maggiore». La scheda progettuale ricevuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia presenta un impianto che non avrebbe impatti collocandosi all’interno di un bacino imbrifero, di un lago e di un torrente che porta acqua al Piave. «Acqua che viene sfruttata dalle centrali dell’Enel senza beneficio per il territorio» visto che attualmente arrivano solo 50 mila euro di sovracanone idrico, mentre è un milione la cifra che la Provincia di Belluno dovrebbe stornare ad Erto, a Cimolais che ha un pezzo di territorio su questo versante, a Sappada per il Piave, a Caneva per le centrali che lavorano l&#8217;acqua, e perfino a Sacile. Di questo milione a Erto spetterebbero 360 mila euro che la Regione permetterebbe  di utilizzare in spesa corrente. &#8211; Intervistati ROBERTO PADRIN (SINDACO LONGARONE) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe title="SI PUO&#039; SFRUTTARE L&#039;ACQUA DEL VAJONT? | 18/02/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/DtEE-3cwMCQ?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(DtEE-3cwMCQ)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>LONGARONE &#124; SI PUO&#8217; SFRUTTARE L&#8217;ACQUA DEL VAJONT?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 18:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[18/02/2026 LONGARONE &#8211; Vajont: si potrebbe tornare a utilizzarne l&#8217;acqua? C’è chi sostiene che è un luogo sacro in seguito alla tragedia del 1963, quindi è contrario ad ogni progetto, soprattutto se produce un reddito mentre altri ritengono che adesso potrebbe ridare qualcosa in termini di sviluppo.Si parla di un investimento da 12 milioni di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>18/02/2026  LONGARONE &#8211; Vajont: si potrebbe tornare a utilizzarne l&#8217;acqua? C’è chi sostiene che  è un luogo sacro in seguito alla tragedia del 1963, quindi è contrario ad ogni progetto, soprattutto se produce un reddito mentre altri ritengono che adesso potrebbe ridare qualcosa in termini di sviluppo.Si parla di un investimento da 12 milioni di euro.   ||  Si può privatizzare l&#8217;acqua del Vajont? L’azienda friulana Welly Red, con sede operativa a Belluno sta portando avanti, in questo senso, un progetto del 1996 che prevede una nuova centrale idroelettrica sul torrente.L’unica strada ipotizzabile sarebbe forse quella di un interesse pubblico, con una  ricaduta sulla comunità locale anche se l’impianto viene definito non necessario, perché produrre 1815KW non soddisferebbe il fabbisogno energetico locale.Un sì alla centrale sul torrente Vajont arriva invece da Erto per bocca del Sindaco Antonio Carrara che sostiene che «se, come dicono le carte, si tratta di 13 mila e 300 Gigawatt, anziché Megawatt, l’introito per le casse municipali sarebbe ben maggiore». La scheda progettuale ricevuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia presenta un impianto che non avrebbe impatti collocandosi all’interno di un bacino imbrifero, di un lago e di un torrente che porta acqua al Piave. «Acqua che viene sfruttata dalle centrali dell’Enel senza beneficio per il territorio» visto che attualmente arrivano solo 50 mila euro di sovracanone idrico, mentre è un milione la cifra che la Provincia di Belluno dovrebbe stornare ad Erto, a Cimolais che ha un pezzo di territorio su questo versante, a Sappada per il Piave, a Caneva per le centrali che lavorano l&#8217;acqua, e perfino a Sacile. Di questo milione a Erto spetterebbero 360 mila euro che la Regione permetterebbe  di utilizzare in spesa corrente. &#8211; Intervistati ROBERTO PADRIN (SINDACO LONGARONE) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
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		<title>BELLUNO &#124; L&#8217;IMPORTANZA DELL&#8217;IDROELETTRICO NEL BILANCIO DELLA PROVINCIA</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 19:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[14/03/2025 BELLUNO &#8211; Forse non tutti sanno quanti soldi entrano nelle casse della provincia dai canoni idrelettrici e quanti ne potrebbero entrare se verranno vinte le cause contro l&#8217;ENEL che si oppone all&#8217;aumento dei canoni.Se ne è parlato in un&#8217;apposita conferenza stampa in cui si è voluto fare anche il punto sulla Diga del Vanoi. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>14/03/2025  BELLUNO &#8211; Forse non tutti sanno quanti soldi entrano nelle casse della provincia dai canoni idrelettrici e quanti ne potrebbero entrare se verranno vinte le cause contro l&#8217;ENEL che si oppone all&#8217;aumento dei canoni.Se ne è parlato in un&#8217;apposita conferenza stampa in cui si è voluto fare anche il punto sulla Diga del Vanoi.  ||  L&#8217;idroelettrico, annessi e connessi, per la Provincia di Belluno non è importante: è fondamentale.Già oggi permette di mettere a bilancio incassi per quasi 13 milioni, ma grazie a una legge regionale recentemente approvata, cui per altro ENEL si oppone in ogni sede, gli introiti potrebbero salire fino a raddoppiare e oltre.In materia non cambia nulla invece per le casse della Provincia che venga realizzata o meno la diga del Vanoi, ma da Belluno il no viene posto in maniera ferma e intransigente in ogni sede. &#8211; Intervistati MASSIMO BORTOLUZZI (CONSIGLIERE DELEGATO DEMANIO IDRICO PROVINCIA BELLUNO) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;IMPORTANZA DELL&#039;IDROELETTRICO NEL BILANCIO DELLA PROVINCIA | 14/03/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/oLDB8UjpJa8?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>VALBRENTA &#124; «IL BRENTA PER NOI E&#8217; COME PIAZZA SAN MARCO: NON SI TOCCA!»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 12:57:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[13/02/2025 VALBRENTA &#8211; La Regione Veneto dunque non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia. &#124;&#124; La Regione Veneto non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>13/02/2025  VALBRENTA &#8211; La Regione Veneto dunque non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia.   ||  La Regione Veneto non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia. &#8211; Intervistati LUCA FERAZZOLI (Sindaco di Valbrenta ) (Servizio di   <a href="/redazione/Monica-Smiderle/">Monica Smiderle</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="«IL BRENTA PER NOI E&#039; COME PIAZZA SAN MARCO: NON SI TOCCA!» | 13/02/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/qCtiLmtJleI?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>VALBRENTA &#124; «IL BRENTA PER NOI E&#8217; COME PIAZZA SAN MARCO: NON SI TOCCA!»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 18:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[13/02/2025 VALBRENTA &#8211; La Regione Veneto dunque non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia. &#124;&#124; La Regione Veneto non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>13/02/2025  VALBRENTA &#8211; La Regione Veneto dunque non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia.   ||  La Regione Veneto non ha accolto la richiesta di sospensione del procedimento per la costruzione della diga, anche il comune di Valbrenta si dice preoccupato per il futuro del Brenta ed è pronto a proseguire la battaglia. &#8211; Intervistati LUCA FERAZZOLI (Sindaco di Valbrenta ) (Servizio di   <a href="/redazione/Monica-Smiderle/">Monica Smiderle</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="«IL BRENTA PER NOI E&#039; COME PIAZZA SAN MARCO: NON SI TOCCA!» | 13/02/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/5l2sOMLIHUs?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>FONZASO &#124; DIGA DEL VANOI, FAORO: «CONVINTISSIMO CHE NON SI FARA&#8217;»</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 20:35:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[28/11/2024 FONZASO &#8211; Diga del Vanoi: un migliaio, e provenienti da 70 soggetti le osservazioni presentate al MIT su 30 temi diversi. Ben 9 le proposte alternative alla diga: dallo sghiaiamento dei bacini esistenti al riempimento delle falde con al centro dei rilievi la carenza di analisi geologiche sui versanti di montagna della valle del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>28/11/2024  FONZASO &#8211; Diga del Vanoi: un migliaio, e provenienti da 70 soggetti le osservazioni  presentate al MIT su 30 temi diversi. Ben 9 le proposte alternative alla diga: dallo sghiaiamento dei bacini esistenti al riempimento delle falde con al centro dei rilievi la carenza di analisi geologiche sui versanti di montagna della valle del Vanoi.   ||  Diga del Vanoi, il Ministero delle Infrastrutture non chiude alla prospettiva della sua costruzione, ma dal territorio il no è senza se e senza ma, anche perché, contemporaneamente, il Ministero della Cultura, invece, la boccia preferendo l’opzione zero, ossia che il serbatoio non si faccia.I sindaci del Feltrino e delle valli trentine hanno una linea di opposizione intransigente, e con loro anche le rispettiveProvince.Diversamente 53 loro colleghi delle province di Vicenza e Padova sono invece favorevoli alla diga, ritenuta necessaria per garantire la sopravvivenza idrica di 20 mila microimprese.Ne consegue che la progettazione della diga da 20 milioni di metri cubi d’acqua, progettazione per cui si spendono170 milioni di euro, proseguirà fino allo stadio definitivo per andare poi a cercare da parte del  del Mit – il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – il finanziamento necessario per passare al progetto esecutivo. &#8211; Intervistati IVANO FAORO (SINDACO FONZASO) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="DIGA DEL VANOI, FAORO: «CONVINTISSIMO CHE NON SI FARA&#039;» | 28/11/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/vHtTI-kjVMM?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>SAN PIETRO DI FELETTO &#124; ZAIA, « NON VOGLIAMO CHE LA DIGA DEI VANOI SIA UN ALTRO VAJONT»</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/125040/san-pietro-di-feletto-zaia-non-vogliamo-che-la-diga-dei-vanoi-sia-un-altro-vajont/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 19:31:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[08/09/2024 SAN PIETRO DI FELETTO &#8211; «Non vogliamo che la diga del Vanoi sia un&#8217;altra diga del Vajont. A dirlo Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia a margine della vendemmia solidale a Pietro di Feletto &#124;&#124; Diga dei Vanoi. Il consorzio ha avviato una fase di audizioni. La Regione, carte alla mano vuole essere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>08/09/2024  SAN PIETRO DI FELETTO &#8211; «Non vogliamo che la diga del Vanoi sia  un&#8217;altra diga del Vajont. A dirlo Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia a margine della vendemmia solidale a Pietro di Feletto  ||  Diga dei Vanoi. Il consorzio ha avviato una fase di audizioni. La Regione, carte alla mano vuole essere sicura che non ci sia un altro Vajont. Abbiamo chiesto dice, il presidente della Regione Luca Zaia di verificare tutta la parte sia tecnica che della sicurezza: « i tecnici già hanno sottolineato la fragilità del luogo dal punto di vista geologico e hanno chiesto ulteriori verifiche&#8221;Così il presidente Zaia tornando sull&#8217;ipotesi di un progetto di costruzione di una diga sul torrente Vanoi del Consorzio di bonifica Brenta, osteggiato dalla Provincia di Trento e da quella di Belluno, oltre che dalle associazioni ambientaliste. « Noi non siamo innamorati &#8211; ha aggiunto &#8211; ne&#8217; della soluzione del fare ne&#8217; di quella del non fare, stiamo cercando semplicemente di svolgere il nostro ruolo che è quello di fare in modo che non ci sia un altro Vajont. Quindi chiediamo verifiche &#8211; ha concluso &#8211; e chiediamo ai tecnici di essere assolutamente puntuali » &#8211; Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di   <a href="/redazione/Daniela-Sitzia/">Daniela Sitzia</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="ZAIA, « NON VOGLIAMO CHE LA DIGA DEI VANOI SIA UN ALTRO VAJONT»  | 08/09/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/P2SACN5G47w?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(P2SACN5G47w)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>LAMON &#124; OBIETTIVO DIECIMILA FIRME CONTRO LA DIGA DEL VANOI</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 18:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[03/08/2024 LAMON &#8211; La battaglia contro la diga del Vanoi. A Lamon il via a una raccolta firme contro il contestato progetto &#124;&#124; Diecimila firme da raccogliere entro ottobre.Questo l&#8217;obiettivo a cui si è dato il via oggi con un gazebo cui la gente affluiva ininterrottamente per aderire all&#8217;iniziativa promossa dal Comitato per la difesa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>03/08/2024  LAMON &#8211; La battaglia contro la diga del Vanoi. A Lamon il via a una raccolta firme contro il contestato progetto   ||  Diecimila firme da raccogliere entro ottobre.Questo l&#8217;obiettivo a cui si è dato il via oggi con un gazebo cui la gente affluiva ininterrottamente per aderire all&#8217;iniziativa promossa dal Comitato per la difesa del Torrente Vanoi e delle Acque Dolci.Roma e Venezia sembrerebbero volere da diga per raccogliere l&#8217;acqua da distribuire in estate per l’agricoltura in pianura. Tutti indistintamente contrari nelle terre alte, in Veneto come in Trentino Alto Adige.L&#8217; infrastuttura costerebbe attorno ai 150 milioni euro, e dovrebbe permettere di trattenere 33 milioni di metri cubi d’acqua, o forse, stando alle ultime ipotesi, solo 20. Le firme, una volta terminata la raccolta, verranno mandate a tutti: dal Presidente della Regione Veneto a quelli del Senato, della Camera  e della Repubblica, ai Ministeri dellì&#8217;Ambiente, dell&#8217;Agricoltura e delle Infrastrutture, alle Province e a altri enti potenziali interlocutori di questa complessa vicenda &#8211; Intervistati MICHELE FACEN (COMITATO PER LA DIFESA DEL TORRENTE VANOI E DELLE ACQUE DOLCI), ANDREA REATO (COMITATO PER LA DIFESA DEL TORRENTE VANOI E DELLE ACQUE DOLCI) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="OBIETTIVO DIECIMILA FIRME CONTRO LA DIGA DEL VANOI | 03/08/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/dbX4ReFC6Sk?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(dbX4ReFC6Sk)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>LONGARONE &#124; CALA IL SIPARIO SUL 60ESIMO DEL VAJONT CON IL PROGETTO &#8216;OLTRE LA MEMORIA&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 18:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/04/2024 LONGARONE &#8211; Giunge al termine il fitto carnet di eventi per le commemorazioni del 60esimo anniversario della tragedia del Vajont. A Longarone sono una quarantina di ragazzi da tutta italia per una tre giorni di laboratori, incontri e dibattiti. &#124;&#124; Sono una quarantina i giovani provenienti un po’ da tutta Italia che partecipano al &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/04/2024  LONGARONE &#8211; Giunge al termine il fitto carnet di eventi per le commemorazioni del 60esimo anniversario della tragedia del Vajont. A Longarone sono una quarantina di ragazzi da tutta italia per una tre giorni di laboratori, incontri e dibattiti.  ||  Sono una quarantina i giovani provenienti un po’ da tutta Italia che partecipano al progetto “Oltre la Memoria – siamo noi il futuro del pianeta”, evento conclusivo delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della tragedia del Vajont realizzato grazie al patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comune di Longarone e che ha portato i ragazzi, quasi tutti già attivisti o professionisti nel campo della tutela e riqualificazione del patrimonio ambientale, a visitare i luoghi della tragedia. Una tre giorni di incontri, dibattiti e proposte per fare memoria, perché i gli errori di ieri vivono ancora nelle scelte dell’oggi, e senza memoria, non c’è futuro.Il progetto è iniziato a gennaio, per avvicinare progressivamente i partecipanti alla visita vera e propria di questi giorni. La prima tappa ieri in Municipio per l’incontro di benvenuto con l’amministrazione comunale, per poi spostarsi nei luoghi simbolo del disastro come il cimitero delle vittime di Fortogna e la diga. Oggi, al centro culturale di Longarone, l’occasione per un confronto aperto con il sociologo Diego Cason, mentre per domani è previsto l’evento conclusivo in cui si discuterà di come l’eredità del Vajont possa concretizzarsi in nuove azioni e nuovi strumenti per realizzare un futuro dove le esigenze industriali vadano di pari passo con il rispetto del territorio e delle comunità che lo abitano. &#8211; Intervistati DIEGO CASON (SOCIOLOGO) (Servizio di   <a href="/redazione/Stefano-Bozzi/">Stefano Bozzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="CALA IL SIPARIO SUL 60ESIMO DEL VAJONT CON IL PROGETTO &#039;OLTRE LA MEMORIA&#039;  | 27/04/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/ZpDEfVNTe6s?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(ZpDEfVNTe6s)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>ERTO E CASSO &#124; 60° VAJONT, MATTARELLA: «DOVEROSO CHE ATTI PROCESSO RIMANGANO QUI»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 21:13:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[09/10/2023 ERTO E CASSO &#8211; L&#8217;abbraccio corale al cimitero monumentale delle vittime del Vajont, la passeggiata sul coronamento della diga scavalcata dall&#8217;onda della morte.Commozione condivisa nella giornata di commemorazione del 60° anniversario del disastro che per la prima volta è stata celebrata laddove tutto sì compì la sera del 9 ottobre 1963. Ed è stata &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>09/10/2023  ERTO E CASSO &#8211; L&#8217;abbraccio corale al cimitero monumentale delle vittime del Vajont, la passeggiata sul coronamento della diga scavalcata dall&#8217;onda della morte.Commozione condivisa nella giornata di commemorazione del 60° anniversario del disastro che per la prima volta è stata celebrata laddove tutto sì compì la sera del 9 ottobre 1963. Ed è stata la prima volta di un Presidente della Repubblica a presenziare in veste ufficiale all&#8217;evento in terra friulana.   &#8220;Mai più&#8221; il monito di Sergio Mattarella che ha ribadito l&#8217;impegno della memoria: &#8220;Opportuno e doveroso che la documentazione del processo rimanga in questo territorio&#8221;.  ||  Va diritto al punto Sergio Mattarella oggi al cimitero monumentale delle vittime del Vajont e alla diga per la commemorazione istituzionale dell&#8217;olocausto che si compì la notte del 9 ottobre di 60 anni fa. La prima volta di un Presidente della Repubblica nel territorio di Erto Casso dove nel 1957 iniziò la costruzione della diga, voluta nel posto sbagliato per meri interessi economici. Il Capo dello Stato è visibilmente commosso; prima di accedere alla tensostruttura dove sono assiepate le massime cariche istituzionali viene accompagnato sul coronamento della diga. Lo sguardo nel canyon del Vajont, in fondo Longarone. &#8220;L&#8217;uomo fa parte della natura ma non deve diventarne nemico. Non si tratta di un tema di esclusivo carattere ecologico&#8221; &#8211; afferma Mattarella citando l&#8217;esortazione di pochi giorni fa di papa Francesco &#8211; &#8220;si tratta di porre attenzione e saper governare con lungimiranza gli squilibri che interpellano mettendo in discussione l&#8217;umanità e i suoi destini&#8221;. Infine l&#8217;impegno della memoria, il compito della Repubblica, irrinunziabile, che i cittadini delle terre piegate dal disastro di 60 anni fa continuano a coltivare. La richiesta di Mattarella sottolineata da 3 applausi scroscianti. &#8211; Intervistati SERGIO MATTARELLA (PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="60° VAJONT, MATTARELLA: «DOVEROSO CHE ATTI PROCESSO RIMANGANO QUI» | 09/10/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/K4hdW4nqB5Q?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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