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	<title>DIEGOCASON &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>NUBI SUL FUTURO DELL&#8217;ISBREC</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 18:02:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[05/07/2026 &#8211; E&#8217; una delle realtà culturali più antiche della città, ma sul suo futuro si addensano delle nubi preoccupanti: parliamo dell&#8217;Isbrec. &#124;&#124; Incerto il futuro dell&#8217;Isbrec, Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell&#8217;Età contemporanea.A porre l&#8217;accento sui problemi Diego Cason, riconfermato Presidente che deve affrontare la questione del rinnovo dei distacchi e quella relativa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>05/07/2026   &#8211; E&#8217; una delle realtà culturali più antiche della città, ma sul suo futuro si addensano delle nubi preoccupanti: parliamo dell&#8217;Isbrec.  ||  Incerto il futuro dell&#8217;Isbrec, Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell&#8217;Età contemporanea.A porre l&#8217;accento sui problemi Diego Cason, riconfermato Presidente che deve affrontare la questione del rinnovo dei distacchi e quella relativa alla sede.Con Belluno preferita, per la sua storicità, a Verona, Vicenza e Treviso. Ora bisognerà attendere la firma della convenzione nazionale con la speranza di mantenere in servizio presso l&#8217;istituto il docente attualmente distaccato.L&#8217;altra questione cruciale è quella della sede, non a norma in base a quanto richiesto per istituzioni che, come l&#8217;Isbrec, conservano grandi quantità di materiale cartaceo. &#8211; Intervistati DIEGO CASON (PRESIDENTE ISBREC) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe title="NUBI SUL FUTURO DELL&amp;apos;ISBREC | 05/07/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/7ALu_Dsudk8?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(7ALu_Dsudk8)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>BELLUNO &#124; INVERNO DEMOGRAFICO E RICAMBIO GENERAZIONALE. LA SFIDA DELLE IMPRESE ARTIGIANE</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2024 19:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[04/05/2024 BELLUNO &#8211; L&#8217;inverno demografico in provincia di Belluno rischia di creare una crisi senza precedenti nel mondo del lavoro. Soffrono le imprese artigiane a causa del ricambio generazionale. &#124;&#124; Calo delle nascite, scarsa attrattività dei flussi migratori. Nei prossimi cinque anni in provincia di Belluno si stima mancheranno circa 5 mila attivi e già &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>04/05/2024  BELLUNO &#8211; L&#8217;inverno demografico in provincia di Belluno rischia di creare una crisi senza precedenti nel mondo del lavoro. Soffrono le imprese artigiane a causa del ricambio generazionale.   ||  Calo delle nascite, scarsa attrattività dei flussi migratori. Nei prossimi cinque anni in provincia di Belluno si stima mancheranno circa 5 mila attivi e già dallo scorso anno per la stagione estiva si calcolano oltre un migliaio di lavoratori in meno.L&#8217;effetto è grave perchè l&#8217;impresa artigiana è individuale, non solo ma soprattutto. Senza il ricambio generazionale lo spettro di una crisi senza precedenti è più che un timore.Per il sociologo Diego Cason non ci sono politiche adeguate. Interventi spot in base all&#8217;emergenza non sono efficaci; manca &#8211; ad esempio una gestione dei flussi migratori fatta con intelligenza e accuratezza.Se manca l&#8217;erede per garantire un futuro alle imprese artigiane forse vale la pena di pensare che i dipendenti organizzati in forma di cooperativa di lavoro continuino l&#8217;attività. Un&#8217;idea che sta perseguendo l&#8217;Appia che ha sottoscritto un protocollo d&#8217;intesa con Lega coop ed è senza dubbio una sfida. Perchè la prospettiva delle imprese interessate dalla mancanza del ricambio generazionale è altrimenti quella della chiusura, pur se redditizie e efficienti. &#8211; Intervistati DIEGO CASON (SOCIOLOGO), MASSIMO SPOSATO (PRESIDENTE APPIA CNA BELLUNO) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="INVERNO DEMOGRAFICO E RICAMBIO GENERAZIONALE. LA SFIDA DELLE IMPRESE ARTIGIANE | 04/05/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/l9LZ8SJLi_A?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(l9LZ8SJLi_A)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>LONGARONE &#124; CALA IL SIPARIO SUL 60ESIMO DEL VAJONT CON IL PROGETTO &#8216;OLTRE LA MEMORIA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 18:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/04/2024 LONGARONE &#8211; Giunge al termine il fitto carnet di eventi per le commemorazioni del 60esimo anniversario della tragedia del Vajont. A Longarone sono una quarantina di ragazzi da tutta italia per una tre giorni di laboratori, incontri e dibattiti. &#124;&#124; Sono una quarantina i giovani provenienti un po’ da tutta Italia che partecipano al &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/04/2024  LONGARONE &#8211; Giunge al termine il fitto carnet di eventi per le commemorazioni del 60esimo anniversario della tragedia del Vajont. A Longarone sono una quarantina di ragazzi da tutta italia per una tre giorni di laboratori, incontri e dibattiti.  ||  Sono una quarantina i giovani provenienti un po’ da tutta Italia che partecipano al progetto “Oltre la Memoria – siamo noi il futuro del pianeta”, evento conclusivo delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della tragedia del Vajont realizzato grazie al patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comune di Longarone e che ha portato i ragazzi, quasi tutti già attivisti o professionisti nel campo della tutela e riqualificazione del patrimonio ambientale, a visitare i luoghi della tragedia. Una tre giorni di incontri, dibattiti e proposte per fare memoria, perché i gli errori di ieri vivono ancora nelle scelte dell’oggi, e senza memoria, non c’è futuro.Il progetto è iniziato a gennaio, per avvicinare progressivamente i partecipanti alla visita vera e propria di questi giorni. La prima tappa ieri in Municipio per l’incontro di benvenuto con l’amministrazione comunale, per poi spostarsi nei luoghi simbolo del disastro come il cimitero delle vittime di Fortogna e la diga. Oggi, al centro culturale di Longarone, l’occasione per un confronto aperto con il sociologo Diego Cason, mentre per domani è previsto l’evento conclusivo in cui si discuterà di come l’eredità del Vajont possa concretizzarsi in nuove azioni e nuovi strumenti per realizzare un futuro dove le esigenze industriali vadano di pari passo con il rispetto del territorio e delle comunità che lo abitano. &#8211; Intervistati DIEGO CASON (SOCIOLOGO) (Servizio di   <a href="/redazione/Stefano-Bozzi/">Stefano Bozzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="CALA IL SIPARIO SUL 60ESIMO DEL VAJONT CON IL PROGETTO &#039;OLTRE LA MEMORIA&#039;  | 27/04/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/ZpDEfVNTe6s?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(ZpDEfVNTe6s)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>FELTRE &#124; PROPOSTE PER IL FUTURO DELLA SANITA&#8217; DI MONTAGNA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 19:27:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[19/01/2024 FELTRE &#8211; La telemedicina annulla la distanza e riduce in certa misura anche il tempo necessario alla cura di ogni singola persona, permette attività mediche e assistenziali che un tempo erano impensabili: è uno degli aspetti maggiormente sottolineati oggi nel convegno che ha avuto come tema il futuro della sanità di montagna svoltosi a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>19/01/2024  FELTRE &#8211; La telemedicina annulla la distanza e riduce in certa misura anche il tempo necessario alla cura di ogni singola persona, permette attività mediche e assistenziali che un tempo erano impensabili: è uno degli aspetti maggiormente sottolineati oggi nel convegno che ha avuto come tema il futuro della sanità di montagna svoltosi a Feltre, con oltre 400 persone presenti e 300 collegate da remoto.   ||  Sanità in montagna: oltre le città ci sono le cosiddette “aree interne”, fatte di oltre 4.000 comuni dove abita un quarto della popolazione italiana. Il tema della sanità nelle terre alte è stato al centro del convegno promosso dall&#8217;ULSS 1 Dolomiti: un vero e proprio laboratorio di proposte e di idee destinato a diventare un appuntamento annuale. L’Ulss Dolomiti si propone come laboratorio per la costruzione e la sperimentazione di modelli innovativi per la sanità di montagna mettendo insieme energie ed idee per dare le migliori risposte possibili a chi vive la montagna ogni giorno o da turista.Il convegno è stato il primo passo di un percorso che vedrà l&#8217;avvio di laboratori monotematici, uno in primavera a Pieve e uno in autunno ad Agordo, e il proseguimento dei lavori per un nuovo convegno a gennaio 2025 a Belluno. &#8211; Intervistati MANUELA LANZARIN (ASSESSORE SANITA&#8217; REGIONE VENETO), GIUSEPPE DAL BEN (COMMISSARIO ULSS 1 DOLOMITI), DIEGO CASON (SOCIOLOGO) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="PROPOSTE PER IL FUTURO DELLA SANITA&#039; DI MONTAGNA | 19/01/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/BLkqNiJGnRE?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>BELLUNO &#124; EX MONTE DI PIETA&#8217;, NON TUTTO E&#8217; PERDUTO. BUTTIGNON: «STIAMO COMPONENDO IL PUZZLE»</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 18:22:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/10/2023 BELLUNO &#8211; Il futuro dello storico palazzo dell&#8217;ex Monte di Pietà a Belluno è appeso a un filo. Fondazione Cariverona ha messo sul mercato l&#8217;immobile di sua proprietà e il Comune di Belluno sta tentando ogni via possibile per scongiurare lo sfratto alle associazioni, custodi di un vero e proprio tesoro tutelato dalla Soprintendenza. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/10/2023  BELLUNO &#8211; Il futuro dello storico palazzo dell&#8217;ex Monte di Pietà a Belluno è appeso a un filo. Fondazione Cariverona ha messo sul mercato l&#8217;immobile di sua proprietà e il Comune di Belluno sta tentando ogni via possibile per scongiurare lo sfratto alle associazioni, custodi di un vero e proprio tesoro tutelato dalla Soprintendenza.   ||  O la va o la spacca. L&#8217;ex Monte di Pietà è in vendita, le associazioni ISBREC e Fondazione Angelini, l&#8217;Archivio storico e il Circolo culturale Bellunese sono a rischio sfratto. Entro fine anno, se non saranno eseguiti i lavori di manutenzione imposti dopo un&#8217;ispezione dei vigili del fuoco l&#8217;immobile sarà chiuso all&#8217;accesso. La proprietà, Fondazione Cariverona che da ente senza scopo di lucro recentemente ha ampliato i propri interessi nel campo dell&#8217;editoria, ha messo in vendità l&#8217;ex Monte di Pietà per 2,3 milioni di euro. Palazzo Rosso ha messo in campo le migliori energie per scongiurare il peggio.La speranza è l&#8217;ultima a morire. Di fatto, entro i prossimi due mesi, dovrà essere spostato il 90 per cento dei volumi e documenti storici delle biblioteche, verificato l&#8217;impianto elettrico e il segnalatore di fumi, realizzato l&#8217;impianto antincendio che non può essere nè ad acqua nè a polvere.La questione è balzata all&#8217;onore delle cronache in seguito alla scoperta dell&#8217;annuncio di vendita pubblicato in un noto sito; è stato l&#8217;ex sindaco Jacopo Massaro a riproporne l&#8217;attualità stuzzicando l&#8217;amministrazione De Pellegrin. Oggi ogni accusa è stata respinta al mittente risalendo i fatti al febbraio del 2020 e in particolare a una delibera di accettazione di donazione trentennale del diritto di superficie ritirata per approfondimenti. &#8211; Intervistati OSCAR DE PELLEGRIN (SINDACO DI BELLUNO), SIMONETTA BUTTIGNON (ASSESSORA ATTUAZIONE PROGRAMMA COMUNE DI BELLUNO), DIEGO CASON (PRESIDENTE ISBREC) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="EX MONTE DI PIETA&#039;, NON TUTTO E&#039; PERDUTO. BUTTIGNON: «STIAMO COMPONENDO IL PUZZLE» | 27/10/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/IjTL2hF7YfQ?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>BELLUNO &#124; I GIOVANI DELLA MONTAGNA VENETA ALLE ISTITUZIONI: «SIAMO LA GENERAZIONE DEL PRESENTE»</title>
		<link>https://antennatre.medianordest.it/62960/belluno-i-giovani-della-montagna-veneta-alle-istituzioni-siamo-la-generazione-del-presente/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 20:30:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[19/12/2022 BELLUNO &#8211; I giovani della montagna veneta e l&#8217;Europa. Presentati a Belluno i risultati di un percorso di lavoro che ha visto protagonisti i ragazzi sui temi cardine del loro futuro e del territorio di appartenenza. &#124;&#124; I giovani hanno una visione che è completamente diversa da quella che la tradizione assegna alle popolazioni &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>19/12/2022  BELLUNO &#8211; I giovani della montagna veneta e l&#8217;Europa. Presentati a Belluno i risultati di un percorso di lavoro che ha visto protagonisti i ragazzi sui temi cardine del loro futuro e del territorio di appartenenza.   ||  I giovani hanno una visione che è completamente diversa da quella che la tradizione assegna alle popolazioni montane: sono aperti al resto del mondo, hanno una visione ottimista del futuro, fanno affidamento principalmente sulle proprie forze però chiedono alcune cose: maggiore cooperazione, spirito solidaristico, capacità di individuare i valori dei territori. E&#8217; tutto scritto nero su bianco negli elaborati di 40 ragazzi della montagna bellunese, vicentina e veronese, che hanno concluso il percorso guidato e mediato dal sociologo bellunese Diego Cason. Il progetto, promosso da Europe Direct &#8220;Montagna veneta&#8221; con i Gal e l&#8217;Uncem, ha fatto sintesi di necessità e bisogni dei giovani che sono la generazione del futuro ma soprattutto del presente. &#8211; Intervistati DIEGO CASON (SOCIOLOGO), GIANANTONIO DA RE (EUROPARLAMENTARE) (Servizio di   <a href="/redazione/Tiziana-Bolognani/">Tiziana Bolognani</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="I GIOVANI DELLA MONTAGNA VENETA ALLE ISTITUZIONI: «SIAMO LA GENERAZIONE DEL PRESENTE» | 19/12/2022" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/UtMIg_VmfFg?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>BELLUNO &#124; 70 ANNI DI ABVS</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 20:53:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[19/11/2022 BELLUNO &#8211; Donatori del sangue: ecco chi se ne occupa a Belluno, ce ne parla il prossimo servizio. &#124;&#124; 70 anni di ABVS: Associazione Bellunese Volontari del Sangue, una realtà sorta nel primo dopoguerra e che ha fatto sì che, nelle terre alte, non ci sia mai stata l&#8217;AVIS.70 anni che verranno raccontati in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>19/11/2022  BELLUNO &#8211; Donatori del sangue: ecco chi se ne occupa a Belluno, ce ne parla il prossimo servizio.  ||  70 anni di ABVS: Associazione Bellunese Volontari del Sangue, una realtà sorta nel primo dopoguerra e che ha fatto sì che, nelle terre alte, non ci sia mai stata l&#8217;AVIS.70 anni che verranno raccontati in un volume celebrativo, i cui dati sono stati esposti all&#8217;assemblea dei volontari, e che fanno emergere un elemente certamente positivo con + 13% come dello dalla presidente ABVS Gina Bortot.Donare il sangue: per amore verso gli altri o per gratificazione personale? lo abbiamo chiesto a Diego Casson, sociologo ospite dell&#8217;assemblea. &#8211; Intervistati GINA BORTOT (PRESIDENTE ABVS), DIEGO CASON (SOCIOLOGO) (Servizio di   <a href="/redazione/Fabio-Fioravanzi/">Fabio Fioravanzi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="70 ANNI DI ABVS | 19/11/2022" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/2x2RZWAJbv0?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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