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	<title>CANTINE &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>COLLI EUGANEI &#124; FIORI D&#8217;ARANCIO, SERPRINO E MERLOT TRA I VINI PREMIATI. L&#8217;ESPERTO: «TERRA VULCANICA,&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 17:13:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[09/07/2026 COLLI EUGANEI &#8211; 11 le cantine premiate nel concorso Città del Vino 2026, cinque i comuni. Andiamo a conoscere più da vicino le caratteristiche di questi vini dei Colli Euganei. &#124;&#124; Territorio unico, dal 2024 riserva della biosfera Mab Unesco, vini unici per i Colli Euganei. Una terra che si è riscoperta capace di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>09/07/2026  COLLI EUGANEI &#8211; 11 le cantine premiate nel concorso Città del Vino 2026, cinque i comuni. Andiamo a conoscere più da vicino le caratteristiche di questi vini dei Colli Euganei.  ||  Territorio unico, dal 2024 riserva della biosfera Mab Unesco, vini unici per i Colli Euganei. Una terra che si è riscoperta capace di un prodotto sempre più di qualità. Sindaco di Cinto Euganeo e dal 2004 ambasciatore dell&#8217;associazione Città del Vino, Ivano Giacomin ci spiega il perché. Vini che hanno bisogno di un marketing territoriale spinto, pungola Giacomin, che intanto ci svela quali sono le scelte più interessanti in questo momento: &#8211; Intervistati IVANO GIACOMIN (Ambasciatore associazione Città del Vino) (Servizio di   <a href="/redazione/Chiara-Gaiani/">Chiara Gaiani</a>)</p>
<p><iframe title="FIORI D&amp;apos;ARANCIO, SERPRINO E MERLOT TRA I VINI PREMIATI. L&amp;apos;ESPERTO: «TERRA VULCANICA,... | 09/07/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/mgy2XLbCR3Q?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(mgy2XLbCR3Q)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria</span></p>
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		<title>DOLO &#124; QUATTRO FURTI IN UN ANNO: ESERCENTI ESASPERATI</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 20:26:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[23/10/2025 DOLO &#8211; Quattro furti in un anno. Il presidente della società consortile di Dolo è esasperato e lancia un appello all’amministrazione comunale. &#124;&#124; Dario Rosato è a dir poco esasperato: nonostante abbia cercato in tutti i modi di proteggere le cantine riviera del brenta, a Dolo, i ladri continuano a entrare, provocando danni e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>23/10/2025  DOLO &#8211; Quattro furti in un anno. Il presidente della società consortile di Dolo è esasperato e lancia un appello all’amministrazione comunale.  ||  Dario Rosato è a dir poco esasperato: nonostante abbia cercato in tutti i modi di proteggere le cantine riviera del brenta, a Dolo, i ladri continuano a entrare, provocando danni e rubando quanto possibile. L’ultimo furto nella notte.Rosato lancia un appello all’amministrazione comunale. &#8211; Intervistati DARIO ROSATO (PRESIDENTE SOCIETA’ CONSORTILE DOLO), GIANLUIGI NALETTO (SINDACO DI DOLO) (Servizio di   <a href="/redazione/Ilaria-Marchiori/">Ilaria Marchiori</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="QUATTRO FURTI IN UN ANNO: ESERCENTI ESASPERATI | 23/10/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/vS39_vqPaDk?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(vS39_vqPaDk)finevideoid-categoria(a3venezia)finecategoria</span></p>
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		<title>VALDOBBIADENE &#124; PRODUTTORI CONTRO CANTINE NELLA DOCG DELLE COLLINE UNESCO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 19:27:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[29/07/2025 VALDOBBIADENE &#8211; Si riapre il conflitto tra produttori e cantine sociali nel Consorzio del Prosecco Superiore. Nace un comitato. L’accusa: «Obbligati a tenere il nostro vino sulle cisterne e costretti a comprarne da altri produttori per non perdere clienti» &#124;&#124; Si riaccende la fronda all’interno della docg delle colline Unesco. Produttori contro imbottigliatori, viticoltori &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>29/07/2025  VALDOBBIADENE &#8211; Si riapre il conflitto tra produttori e cantine sociali nel Consorzio del Prosecco Superiore. Nace un comitato. L’accusa: «Obbligati a tenere il nostro vino sulle cisterne e costretti a comprarne da altri produttori per non perdere clienti»  ||  Si riaccende la fronda all’interno della docg delle colline Unesco. Produttori contro imbottigliatori, viticoltori contro cantine sociali in un confronto che di fatto non si e’ mai sopito. Ora la nuova grana nelle mani di Franco Adami il presidente della mediazione nella Docg del prosecco superiore di Conegliano Valdobbiadene e’ questo comitato che conta decine di  adesioni importanti tra le 450 cantine che occupano oltre 10 mila addetti tra cui molti giovani e donne delle 3500 famiglie che compongono le comunita’ locali. Oggetto della contesa e’ la riserva stabilita per le annate, prosecco che deve rimanere nelle cisterne fino a quando il consorzio decide di liberalizzarne la vendita. Situazione in contraddizione per gli aderenti al comitato con l’attuale andamento di mercato.Ma Drusian va oltre contestando anche le decisioni per la riserva della prossima vendemmia non solo per le carenze nel mercato ma anche per investimenti importanti per lo stoccaggio.I produttori del neonato comitato contestano la decisione del consorzio che li penalizza agevolando le cantine sociali.E dopo le accuse, dal comitato anche le richieste al consorzio, prima tra tutte l’autogestione delle riserve. &#8211; Intervistati FRANCESCO DRUSIAN<br />
 (Viticoltore<br />
) (Servizio di   <a href="/redazione/Lucio-Zanato/">Lucio Zanato</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="PRODUTTORI CONTRO CANTINE NELLA DOCG DELLE COLLINE UNESCO  | 29/07/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/G8Jg1T5bdQ0?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(G8Jg1T5bdQ0)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>CONEGLIANO &#124; LA BANDA DELLE CANTINE DI NUOVO IN AZIONE, ALTRI DUE COLPI NELLA NOTTE</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 21:48:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[02/10/2024 CONEGLIANO &#8211; Aziende vinicole ancora una volta nel mirino di quella che sembra essere ormai una banda di ladri specializzati. Nella notte due nuovi colpi a Conegliano. Il video dei malviventi in azione &#124;&#124; Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza della cantina Cà dei Falchi a Ogliano di Conegliano si vedono i malviventi in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>02/10/2024  CONEGLIANO &#8211; Aziende vinicole ancora una volta nel mirino di quella che sembra essere ormai una banda di ladri specializzati. Nella notte due nuovi colpi a Conegliano. Il video dei malviventi in azione   ||  Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza della cantina Cà dei Falchi a Ogliano di Conegliano si vedono i malviventi in azione, due si introducono nel wine shop e un terzo, il palo, resta fuori dall&#8217;inquadratura. I ladri dopo aver girato nel locale probabilmente in cerca di contanti escono  e forzano questo finestrone  che conduce agli uffici, messi a soqquadro. Alla fine i ladri scappano solo con un sacchettino pieno di monete. Poco prima, probabilmente la stessa banda, si era introdotta nella cantina Antica Quercia a circa 1 chilometro di distanza da qui. Quello che Renzo Buffon vuole ora capire è perchè l&#8217;allarme sia scattato oltre un&#8217;ora dopo l&#8217;effrazione, il sospetto è che i malviventi possano aver usato un disturbatore come quello che potrebbe essere stato utilizzato nella cantina Bianca Vigna, poco distante da Cà Dei Falchi nella notte tra il 30 settembre e 1 ottobre. Anche qui in via Monte Nero sono le immagini della videosorveglianza a ricostruire i movimenti della banda, tre uomini in azione e un quarto a fare da palo. Dopo un primo sopralluogo intorno al perimento della cantina, i ladri rientrano nell&#8217;inquadratura con in mano gli attrezzi necessari per forzare la porta del wine shop, da qui poi escono prima di forzare un&#8217;altra finestra degli uffici. Sparito l&#8217;intero incasso contenuto nel registratore di cassa, per l&#8217;azienda nel complesso ammontano a diverse migliaia di euro i danni subiti. Ma sia qui che a Cà dei Falchi a far male è soprattutto la violazione di quella che per questi imprenditori è una seconda casa. Sono oltre una 20ina i furti messi a segno nelle cantine tra Valdobbiadene e Conegliano in circa un mese, un&#8217;escalation che ha spinto Elena Moschetta come membro del Consorzio di tutela della Docg Prosecco a mandare un comunicato ufficiale al direttore perché tutte le aziende siano avvertite di quanto sta succedendo e sia fatta rete per tutelarsi &#8211; Intervistati RENZO BUFFON (Titolare Cantina Cà dei Falchi), ELENA MOSCHETTA (Titolare Cantina Bianca Vigna) (Servizio di   <a href="/redazione/Francesca-Bozza/">Francesca Bozza</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="LA BANDA DELLE CANTINE DI NUOVO IN AZIONE, ALTRI DUE COLPI NELLA NOTTE | 02/10/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/ZbOKGRgF7DI?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(ZbOKGRgF7DI)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>VOLPAGO DEL MONTELLO &#124; I GELSI: DA ALBERI DA BRUCIARE A ESSENZE INTROVABILI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 19:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27/02/2022 VOLPAGO DEL MONTELLO &#8211; Ci sono simboli che non tramontano mai e altri che, dopo anni d’oblio, ritornano di moda. Uno di questi e’ il gelso, albero simbolo della civilta’ contadina che pare ora vada letteralmente a ruba. &#124;&#124; C’erano una volta i gelsi, simboli di un’epoca contadina dove tutto si faceva e nulla &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>27/02/2022  VOLPAGO DEL MONTELLO &#8211; Ci sono simboli che non tramontano mai e altri che, dopo anni d’oblio, ritornano di moda. Uno di questi e’ il gelso, albero simbolo della civilta’ contadina che pare ora vada letteralmente a ruba.   ||  C’erano una volta i gelsi, simboli di un’epoca contadina dove tutto si faceva e nulla andava buttato via. Alberi umili e robusti per secoli hanno disegnato gli orizzonti delle nostre terre. A volte messi a confine, piu’ spesso maritati con la vite in quella teoria di fili di ferro e pali che sono, speriamo ancora per lungo tempo, le bellussere. Gelso che, con il caco non mancava mai sulle aie delle case di campagna. Il primo con i frutti dolcissimi e tanto potassio dava sostanza alla famiglia il secondo era essenziale per far crescere i cavalieri ovvero i bachi da seta. Le sue foglie non troppo fresche ma nemmeno appassite dovevano venire costantemente sostituite sui letti colmi di bruchi mentre con le sue more di preparavano marmellate ma anche con la fermentazione sull’acqua un vinello leggero. Quanti attrezzi ma anche zoccoli utensili si ricavavano dal suo legno. Poi i giochi per bambini ma anche per adulti come la borrella dove di gelso potevano essere sia i birilli che le bocce. Poi la modernita’ d’un tratto l’ha reso inutile se non fastidioso per i lavori continui che richiedeva sulle aie diventati giardini. Le more macchiano, le foglie sporcano cosi’ per comodita’ meglio estirpare tutto. Inutile anche per gli agricoltori dove le siepi erano d’ingombro nel ritmo incessante dei trattori di campo in campo. Cosi’ alberi secolari sono diventati legna da ardere e i terreni diventati tabule rase hanno permesso ai venti di prendere forza diventando furie devastatrici. Ma non e’ la consapevolezza di scelte sbagliate a far tornare i gelsi sui nostri orizzonti ma le scelte di architetti del verde. &#8211; Intervistati TIZIANO DA ROS (Vivaista) (Servizio di   <a href="/redazione/Lucio-Zanato/">Lucio Zanato</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="I GELSI: DA ALBERI DA BRUCIARE A ESSENZE INTROVABILI | 27/02/2022" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/XXLryR1MpLU?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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