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	<title>AD &#8211; ANTENNA TRE | Medianordest</title>
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		<title>TREVISO &#124; ADDIO AD ANTONIO CAMPION, AVVOCATO STRONCATO A 44 ANNI</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 20:58:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[30/04/2026 TREVISO &#8211; Dolore e commozione a Treviso per l’ultimo saluto all’avvocato Antonio Campion, morto improvvisamente a 44 anni. &#124;&#124; Un silenzio carico di emozione hanno accompagnato l’ultimo saluto ad Antonio Campion, nella chiesa di San Francesco a Treviso. L’avvocato, 44 anni, morto per un malore improvviso la mattina del 27 aprile nella sua abitazione.Figlio &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>30/04/2026  TREVISO &#8211; Dolore e commozione a Treviso per l’ultimo saluto all’avvocato Antonio Campion, morto improvvisamente a 44 anni.  ||  Un silenzio carico di emozione hanno accompagnato l’ultimo saluto ad Antonio Campion, nella chiesa di San Francesco a Treviso. L’avvocato, 44 anni, morto per un malore improvviso la mattina del 27 aprile nella sua abitazione.Figlio del penalista Roberto Campion, era un volto noto dell’avvocatura e della vita cittadina, apprezzato per la professionalità e il carattere aperto. Sul feretro, la bandiera e la sciarpa dell’Inter, simbolo della sua passione per il calcio, che lo aveva visto anche protagonista in campo da giovane come mezzala.“Non oso immaginare il silenzio assordante che state vivendo, da quando la morte ha strappato la vita ad Antonio in maniera improvvisa e prematura”, ha detto durante l’omelia frate Enzo Piovesan, parole che hanno attraversato una chiesa raccolta nel dolore.Toccante la vicinanza dei compagni di classe della figlia, così come il ricordo degli amici, con la voce spezzata dall’emozione.All’uscita del feretro, la madre e la moglie Elisa, insieme ai familiari, hanno ascoltato tra le lacrime le note di “Ovunque Sarai” di Irama: un ultimo saluto, intenso e carico d’amore. (Servizio di   <a href="/redazione/Nicola-Marcato/">Nicola Marcato</a>)</p>
<p><iframe title="ADDIO AD ANTONIO CAMPION, AVVOCATO STRONCATO A 44 ANNI | 30/04/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/XSwGoltGPKQ?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(XSwGoltGPKQ)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>SPRESIANO &#124; L’ULTIMO VIAGGIO DI ALBERTO, SCORTATO DAL ROMBO DELLE SUE MOTO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 23:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[23/02/2026 SPRESIANO &#8211; Spresiano si è stretta oggi attorno al dolore della famiglia di Alberto Ezzechiadi, l’orefice di 53 anni trovato senza vita mercoledì scorso nel suo negozio in piazza Rigo. Una scomparsa improvvisa, per cause naturali, che ha colpito profondamente l’intera comunità. In centinaia hanno partecipato ai funerali nella chiesa parrocchiale di Visnadello. &#124;&#124; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>23/02/2026  SPRESIANO &#8211; Spresiano si è stretta oggi attorno al dolore della famiglia di Alberto Ezzechiadi, l’orefice di 53 anni trovato senza vita mercoledì scorso nel suo negozio in piazza Rigo. Una scomparsa improvvisa, per cause naturali, che ha colpito profondamente l’intera comunità. In centinaia hanno partecipato ai funerali nella chiesa parrocchiale di Visnadello.   ||  Un silenzio carico di commozione, rotto soltanto dal rombo dei motori. Così gli amici motociclisti hanno voluto scortare fino alla chiesa di Visnadello, il feretro di Alberto Ezzechiadi, titolare dell’omonima oreficeria in piazza Rigo, volto conosciuto e stimato a Spresiano.Mercoledì sera il dramma: il 53enne è stato trovato senza vita all’interno del suo negozio. Inutili i soccorsi. Una notizia improvvisa, che ha colpito profondamente l’intera comunità. In tanti sono rimasti anche all’esterno della chiesa, pur di esserci. Accanto alla mamma Nazzarena, al papà Aldo e al fratello Ivano, un paese intero, stretto nel dolore.Durante l’omelia, il ricordo commosso di don Giovanni.“Alberto era un uomo di grande umanità e disponibilità. Sempre pronto ad aiutare, sempre con un sorriso sincero per tutti.”Parole semplici, ma intense, che hanno attraversato la chiesa tra lacrime e sguardi bassi.Poi l’ultimo saluto al feretro: una carezza, una preghiera, un momento di raccoglimento profondo.All’esterno, ad attendere, decine di amici motociclisti. Una passione condivisa, un legame che andava oltre l’amicizia.E così, tra il rombo dei motori e un lungo applauso, Spresiano ha salutato Alberto per l’ultima volta. Un vuoto enorme resta ora nel cuore di chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene. &#8211; Intervistati don GIOVANNI BATTISTA STASI (Parroco di Visnadello) (Servizio di   <a href="/redazione/Nicola-Marcato/">Nicola Marcato</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L’ULTIMO VIAGGIO DI ALBERTO, SCORTATO DAL ROMBO DELLE SUE MOTO | 23/02/2026" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/7R9c7bWQo2w?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p>Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l&#8217;utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.<span style="display:none">videoid(7R9c7bWQo2w)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria</span></p>
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		<title>SAN PIETRO DI FELETTO &#124; &#8216;ANTIFONA&#8217;, I SUONI DELLE COLLINE PATRIMONIO UNESCO DIVENTANO UN&#8217;OPERA D&#8217;ARTE</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 18:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[23/11/2025 SAN PIETRO DI FELETTO &#8211; Si chiama &#8220;Colline ad Arte&#8221; il premio vinto da un artista britannico che ha raccolto i suoni bioelettrici delle piante, delle rocce e dei mestieri sulleColline Patrimonio dell’Umanità e li ha trasformati in una sinfonia immersiva. L&#8217;anteprima nella Pieve di San Pietro di Feletto. &#124;&#124; I suoni della natura &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>23/11/2025  SAN PIETRO DI FELETTO &#8211; Si chiama &#8220;Colline ad Arte&#8221;  il premio vinto da un artista britannico che ha raccolto i suoni bioelettrici delle piante, delle rocce e dei mestieri sulleColline Patrimonio dell’Umanità e li ha trasformati in una sinfonia immersiva. L&#8217;anteprima nella Pieve di San Pietro di Feletto.   ||  I suoni della natura nella Pieve di San Pietro di Feletto. E&#8217;  l&#8217;anteprima di Antifona opera realizzata dall&#8217;artista inglese Shezad Dawood  vincitore della prima edizione del Premio “Colline ad Arte”, promosso dall’Associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Un&#8217;opera che nasce dall’ascolto profondo della terra e la trasforma in un linguaggio universale, in cui scienza, musica e paesaggio si fondono. &#8211; Intervistati SHEZAD DAWOOD (ARTISTA VINCITORE PREMIO &#8220;COLLINE AD ARTE&#8221;), MARINA MONTEDORO (PRES. ASSOCIAZIONE PATRIMONIO COLLINE PROSECCO CONEGLIANO VALDOBBIADENE) (Servizio di   <a href="/redazione/Marta-Marangon/">Marta Marangon</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="&#039;ANTIFONA&#039;, I SUONI DELLE COLLINE PATRIMONIO UNESCO DIVENTANO UN&#039;OPERA D&#039;ARTE | 23/11/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/MVquxypXKmc?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>CASTELFRANCO VENETO &#124; VINTI 100MILA EURO GRAZIE AD UN GRATTA E VINCI</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 21:12:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[10/01/2025 CASTELFRANCO VENETO &#8211; Vince 100mila euro con il Gratta e Vinci acquistato in una una tabaccheria di Castelfranco. I titolari: «Lo aspettiamo per la festa» &#124;&#124; 100mila euro vinti grazie ad un gratta e vinci. La dea bendata questa volta ha baciato un uomo sulla cinquantina, residente con ogni probabilità a Castelfranco. Il fortunato &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>10/01/2025  CASTELFRANCO VENETO &#8211; Vince 100mila euro con il Gratta e Vinci acquistato in una una tabaccheria di Castelfranco. I titolari: «Lo aspettiamo per la festa»  ||  100mila euro vinti grazie ad un gratta e vinci. La dea bendata questa volta ha baciato un uomo sulla cinquantina, residente con ogni probabilità a Castelfranco. Il fortunato vincitore è un cliente abituale presso la tabaccheria di via Brenta.La vincita è avvenuta in modo insolito, poiché l&#8217;acquirente del biglietto vincente non lo ha nemmeno grattato. Ha semplicemente chiesto a Moreno e Luca , padre e figlio titolari della tabaccheria di via Brenta, di controllare il biglietto, subito dopo averlo acquistato nel loro esercizio. È la prima volta che nella loro tabaccheria si verifica una vincità così alta. Per l&#8217;occasione i titolari della tabaccheria aspetteranno il loro affezionato cliente per fare festa. &#8211; Intervistati MORENO CERON  (Socio Titolare Tabaccheria Brenta), LUCA CERON  (Socio Titolare Tabaccheria Brenta) (Servizio di   <a href="/redazione/Nicola-Marcato/">Nicola Marcato</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="VINTI 100MILA EURO GRAZIE AD UN GRATTA E VINCI | 10/01/2025" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/x4DIBVJrr28?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MARGHERA &#124; INCENDIO A CATENE: «AD APPICCARE LE FIAMME IL PROPRIETARIO»</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 21:09:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[24/07/2024 MARGHERA &#8211; Sembra essere di natura dolosa l&#8217;incendio divampato in un&#8217;abitazione di Marghera. Alcuni testimoni riferiscono di aver visto il proprietario appiccare le fiamme. Ipotesi tuttavia da accertare &#124;&#124; Paura a Catene di Marghera per l’incendio che ha avvolto l’abitazione al civico 10 di Viale delle Viole, intorno alle 20 di martedì sera. A &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>24/07/2024  MARGHERA &#8211; Sembra essere di natura dolosa l&#8217;incendio divampato in un&#8217;abitazione di Marghera. Alcuni testimoni  riferiscono di aver visto il proprietario appiccare le fiamme. Ipotesi tuttavia da accertare  ||  Paura a Catene di Marghera per l’incendio che ha avvolto l’abitazione al civico 10 di Viale delle Viole, intorno alle 20 di martedì sera. A dare l’allarme il nipotino di 10 anni di una vicina di casa, che affacciatosi dalla terrazza ha visto le fiamme e l’alta nube nera. E’ stato lui ad avvisare la nonna che ha subito chiamato i vigili del fuoco. Ffortunatamente nessuno è rimasto ferito, né i vicini di casa né i proprietari, marito e moglie entrambi 50 enni e con problemi di violenza domestica.  Par che lui fosse uscito da poco dai domiciliari e proprio  per maltrattamenti nei confronti della moglie di origine moldava. Non a caso nonostante   fosse  contenta di quella casa, e rappresentasse  il suo orgoglio dopo averla ristrutturata per intero, aveva deciso di allontanarsi da quel marito violento per andare a a vivere da sola.  Ed ora spunta l’ipotesa del dolo. Sarebbe stato proprio lui ad appiccare il fuoco, secondo  quanto riferito da alcuni testimoni  che l’avrebbero visto proprio nell’atto di appiccare materialmente le fiamme. In attesa di nuovi accertamenti, la casa ora è stata posta sotto sequestro e la proprietaria , la 50 enne moldava accompagnata dalla figlia di 26 anni è stata ricoverata in stato di shock in ospedale dopo aver visto cosa era accaduto. (Servizio di   <a href="/redazione/Annamaria-Parisi/">Annamaria Parisi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="INCENDIO A CATENE: «AD APPICCARE LE FIAMME IL PROPRIETARIO» | 24/07/2024" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/IK6vo1k5sxI?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MESTRE &#124; STRAGE DEL BUS: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA ANCORA TANTI GLI INTERROGATIVI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 22:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[03/11/2023 MESTRE &#8211; Strage del bus di Mestre. Oggi ad un mese esatto dalla tragedia ancora troppi gli interrogativi &#124;&#124; La più giovane si chiamava Charlotte, di nazionalità tedesca. Aveva soltanto un anno e mezzo. Era una delle 21 vittime del bus piombato giù dal cavalcavia di Mestre lungo via della Pila, a Marghera dove &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>03/11/2023  MESTRE &#8211; Strage del bus di Mestre. Oggi ad un mese esatto dalla tragedia ancora troppi gli interrogativi  ||  La più giovane si chiamava Charlotte, di nazionalità tedesca. Aveva soltanto un anno e mezzo. Era una delle 21 vittime del bus piombato giù dal cavalcavia di Mestre lungo via della Pila, a Marghera dove sono riuscite a sopravvivere 15 persone con una bimba di appena 4 anni ancora in condizioni critiche all’ospedale di Padova. Ad un mese dalla strage, con le indagini della Procura di Venezia in corso, ancora tanti gli interrogativi aperti e un’unica terribile certezza: quella di un futuro strappato  per chi non c’è più. Conoscere la verità, rinchiusa in quella scatola nera rimasta danneggiata dalla caduta prima e dalle fiamme poi, la cui memoria ora si spera di ritrovare grazie al suo salvataggio custodito a Francoforte, in Germania, tra le nuvole dei cloud. Lunedì prossimo, 6 novembre, l’udienza di conferimento dell’incarico per gli ulteriori approfondimenti disposti dalla Procura sul cuore dell’autista Rizzotto. Giovedì 9 la seconda perizia sul guard rail, ancora oggetto di sequestro, che ora pende con i suoi pezzi a brandelli sopra le teste di chi lo osserva dal punto della caduta del bus. Sospeso. Come la verità chiesta per l’intera famiglia di nazionalità romena sterminata dal bus, dalle sorelline Georgina e Aurora 13 e 8 anni e ancora Daria e Anastasia 12 e 10 anni, da quel bimbo mai nato e morto con la sua mamma Alessandra che da 8 mesi lo portava in grembo. Verità chiesta da più comunità per tutte le vittime e i feriti nella strage del bus di Mestre di quel tragico e maledetto 3 ottobre 2023. &#8211; Intervistati RENATO BORASO (ASSESSORE AI TRASPORTI DI VENEZIA) (Servizio di   <a href="/redazione/Annamaria-Parisi/">Annamaria Parisi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="STRAGE DEL BUS: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA ANCORA TANTI GLI INTERROGATIVI  | 03/11/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/D_QSzG6Q2B0?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MESTRE &#124; STRAGE DEL BUS: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA ANCORA TANTI GLI INTERROGATIVI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 21:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[03/11/2023 MESTRE &#8211; Strage del bus di Mestre. Oggi ad un mese esatto dalla tragedia ancora troppi gli interrogativi &#124;&#124; La più giovane si chiamava Charlotte, di nazionalità tedesca. Aveva soltanto un anno e mezzo. Era una delle 21 vittime del bus piombato giù dal cavalcavia di Mestre lungo via della Pila, a Marghera dove &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>03/11/2023  MESTRE &#8211; Strage del bus di Mestre. Oggi ad un mese esatto dalla tragedia ancora troppi gli interrogativi  ||  La più giovane si chiamava Charlotte, di nazionalità tedesca. Aveva soltanto un anno e mezzo. Era una delle 21 vittime del bus piombato giù dal cavalcavia di Mestre lungo via della Pila, a Marghera dove sono riuscite a sopravvivere 15 persone con una bimba di appena 4 anni ancora in condizioni critiche all’ospedale di Padova. Ad un mese dalla strage, con le indagini della Procura di Venezia in corso, ancora tanti gli interrogativi aperti e un’unica terribile certezza: quella di un futuro strappato  per chi non c’è più. Conoscere la verità, rinchiusa in quella scatola nera rimasta danneggiata dalla caduta prima e dalle fiamme poi, la cui memoria ora si spera di ritrovare grazie al suo salvataggio custodito a Francoforte, in Germania, tra le nuvole dei cloud. Lunedì prossimo, 6 novembre, l’udienza di conferimento dell’incarico per gli ulteriori approfondimenti disposti dalla Procura sul cuore dell’autista Rizzotto. Giovedì 9 la seconda perizia sul guard rail, ancora oggetto di sequestro, che ora pende con i suoi pezzi a brandelli sopra le teste di chi lo osserva dal punto della caduta del bus. Sospeso. Come la verità chiesta per l’intera famiglia di nazionalità romena sterminata dal bus, dalle sorelline Georgina e Aurora 13 e 8 anni e ancora Daria e Anastasia 12 e 10 anni, da quel bimbo mai nato e morto con la sua mamma Alessandra che da 8 mesi lo portava in grembo. Verità chiesta da più comunità per tutte le vittime e i feriti nella strage del bus di Mestre di quel tragico e maledetto 3 ottobre 2023. &#8211; Intervistati RENATO BORASO (ASSESSORE AI TRASPORTI DI VENEZIA) (Servizio di   <a href="/redazione/Annamaria-Parisi/">Annamaria Parisi</a>)</p>
<p><iframe loading="lazy" title="STRAGE DEL BUS: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA ANCORA TANTI GLI INTERROGATIVI  | 03/11/2023" width="850" height="478" src="https://www.youtube.com/embed/pheGEYZnOtQ?feature=oembed&amp;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MESTRE &#124; STRAGE DEL BUS: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA ANCORA TANTI GLI INTERROGATIVI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 18:24:58 +0000</pubDate>
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		<title>MESTRE &#124; BUCAJ, DA EX CLANDESTINO AD EROE DELLA STRAGE DEL BUS: HA SALVATO DUE FRATELLINI TED&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 20:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A3 News - Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[05/10/2023 MESTRE &#8211; Nella strage del bus, storie di vita che si intersecano: come quella di Bucaj, kossovaro. Da ex clandestino a soccorritore eroe. Ha messo in salvo i due fratellini tedeschi ora ricoverati con il padre a Treviso &#124;&#124; Nella strage del bus, storie di vita che si intersecano: come quella di Bucaj, kossovaro. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>05/10/2023  MESTRE &#8211; Nella strage del bus, storie di vita che si intersecano: come quella di Bucaj, kossovaro. Da ex clandestino  a soccorritore eroe. Ha messo in salvo i due fratellini tedeschi ora ricoverati con il padre a Treviso  ||  Nella strage del bus, storie di vita che si intersecano: come quella di Bucaj, kossovaro. Da ex clandestino  a soccorritore eroe. Ha messo in salvo i due fratellini tedeschi ora ricoverati con il padre a Treviso. La corsa verso il bus appena caduto e prima che prendesse fuoco, le luci blu quasi accecanti, il suono delle sirene, la voce ansimante. E’ quella di Bucaj Bujar, tra i primissimi soccorritori.  Ha appena messo in salvo i due fratellini tedeschi Oliver, 13 anni con la sorellina Emilia 4 anni appena, nella foto dopo la tragedia, con le gambe completamente avvolte in quelle del fratello in cerca di protezione.  Ma i due fratellini non sanno di essere sopravvissuti alla mamma, morta nell’incidente, con il papà di 33 anni sempre in terapia intensiva. Secondo Bucaj  tante vittime si sarebbero potute salvare se soltanto ognuno tra i presenti  avesse fatto la sua parte invece di restare nella staticità di spettatori di morte. Bucaj, kossovaro, da genitore qual è vedendo i due fratellini tedeschi soli, feriti e sanguinanti ha pensato subito ai suoi 4 figli. Appena sarà possibile vorrebbe riabbracciarli. Il suo appello &#8211; Intervistati BUCAJ BUJAR  (SOCCORRITORE ) (Servizio di   <a href="/redazione/Annamaria-Parisi/">Annamaria Parisi</a>)</p>
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		<title>MESTRE &#124; BUCAJ, DA EX CLANDESTINO AD EROE DELLA STRAGE DEL BUS: HA SALVATO DUE FRATELLINI TED&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Medianordest]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 17:27:11 +0000</pubDate>
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