01/11/2026 CASTELFRANCO VENETO – Dieci anni fa moriva a Castelfranco Tina Anselmi. Partigiana, parlamentare, primo ministro donna della Repubblica Italiana, oggi e’ stata ricordata dalle massime cariche dello stato. Un esempio di impegno sociale e di pensiero politico piu’ che mai attuale come ci ricorda questo spezzone di intervista di 46 anni fa sulla responsabilita’ dei partiti e il ruolo della magistratura. || E’ solo una delle tante testimonianze di come la figura di Tina Anselmi continui ad essere non solo attuale ma di orientamento per le nuove generazioni. E’ un pezzo di intervista del 1983 estratta dall’archivio storico di Antenna tre e dimostra che a 46 anni dalla registrazione e a 10 dalla scomparsa della statista di Castelfranco, il suo pensiero e la sua azione per lo stato e nello stato sono piu’ che mai presenti. E lo ricorda il capo dello stato Sergio Mattarella che sottolinea come Tina Anselmi, ha incarnato i valori profondi dell’emancipazione della condizione femminile. Partigiana, parlamentare e prima donna a ricoprire l’incarico di ministro varando il Servizio sanitario nazionale, patrimonio tra i più preziosi del Paese e compimento dei valori costituzionali.della Repubblica italiana. Il suo impegno di partito , continua il capo dello stato nella nota, fu legato a quello di Aldo Moro. E dopo l’assassinio dello statista democristiano continuò a dare testimonianza di un impegno incrollabile per la trasparenza delle istituzioni e per la legalità. La presidenza della commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 la rese simbolo del contrasto alle forme di potere occulto e delle loro ingerenze corruttive che avevano preteso di aggredire la democrazia italiana. A dieci anni dalla scomparsa, la Repubblica ne ricorda con riconoscenza figura e opera. Ma Tina Anselmi era soprattutto rappresentanza del suo territorio e della sua gente col coraggio anche di andare controcorrente. Ce lo ricorda il suo richiamo al potere dalla democrazia cristiana al governo nel telegiornale dell’11 marzo 1987 quando a Caerano si discuteva del futuro della Sanremo commissariata dallo stato con la Gepi e in attesa di un rilancio che poi non avvenne. (Servizio di Lucio Zanato)
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