21/10/2026 BELLUNO – Il Museo delle maschere dolomitiche a Borgo Piave ha i giorni contati. Lo sfratto comunicato in questi giorni dalla proprietà di Palazzo Secco e la totale mancanza di supporto istituzionale rischia di far perdere a Belluno un tesoro riconosciuto in tutto il mondo. || A tre anni esatti dalla sua inaugurazione a Palazzo Secco, il futuro del Museo delle maschere e dei riti millenari che caratterizzano la cultura delle Dolomiti, rischia di finire accatastato in un magazzino. Era già accaduto quando, dalle sale di Villa Patt, le opere collezionate da Gianni Secco, precursore di iniziative similari in tutto il territorio nazionale, alla chetichella erano state smontate e accatastate in una cantina, per lasciare spazio agli uffici di Veneto Strade. Oggi, le stanze del palazzo quattrocentesco affacciato sul Piave, sono rivendicate dalla proprietà.In tre anni il museo ha ospitato migliaia di visitatori da tutto il mondo. E a testimonianza del successo raccolto ci sono i messaggi lasciati sul libro degli ospiti.Ma il lavoro fatto da Borgo Piave ETS ha consentito di creare una governance con il Trentino e il Friuli, una connessione con 14 comunità, e di lavorare alla rete delle maschere dolomitiche delle Alpi orientali. Per non buttare tutto alle ortiche serve una sede. E lo spazio a Belluno ci sarebbe all’ex palazzo dei Gesuiti, la cui agibilità però sarebbe bloccata da una sala ancora di proprietà del Demanio. – Intervistati ANTONIO GHENO (PRESIDENTE BORGO PIAVE ETS) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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