21/10/2026 MARGHERA – Le crisi mondiali hanno un impatto pesantissimo nell’industria del veneziano. La Fim-Cisl ha calcolato che sono oltre 2.400 i lavoratori coinvolti in crisi determinate dalla situazione geopolitica a partitre dai conflitti in Urcaina e Medio Oriente. || 2.411 lavoratori metalmeccanici del veneziano sono coinvolti nella crisi innescata dai fronti di guerra che dal Medio Oriente all’Ucraina sta determinando pesanti conseguenze economiche. La Fim CISL di Venezia lo definisce un numero “spaventoso”. Come in altre aree ad alta industrializzazione, il veneziano sta vedendo crescere le ore di cassa integrazione: specie nei settori legati a macchinari e impiantistica industriale, automotive, elettrodomestico, siderurgia, biciclette, minuteria metalmeccanica e lavorazioni siderurgiche.La mappa disegnata dalla Cisl è amplissima: ad esempio c’è preoccupazione per ciò che sta accadendo in Lafert a San Donà di Piave (750 lavoratori) per un quadro degli approvvigionamenti dei magneti che sembra parzialmente sbloccato, la vertenza alla sandonatese Peg Perego, la Filoblu di Santa Maria di Sala che attraversa una fase di sofferenza con uso della Cassa integrazione straordinaria con 42 lavoratori coinvolti su 114 totali. Il settore dell’Informazione e Comunicazione dove l’Intelligenza artificiale potrebbe impattare pesantemente nell’occupazione. Dopo la vicenda di Invest Cloud di Marghera, che si è chiusa in queste settimane con le ultime uscite, si sta monitorando tutto il comparto a cominciare dalla Capgemini: 300 lavoratori con un sito produttivo a Marcon. – Intervistati MATTEO MASIERO (SEGRETARIO GENERALE FIM CISL VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)


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