02/10/2026 LIMANA – Si fa incandescente il clima all’interno della Epta di Limana dopo il licenziamento della lavoratrice che aveva concordato con il caporeparto un periodo di assenza, a cavallo con la chiusura estiva della fabbrica, per assistere la madre ammalata in Romania. || I fatti sono noti. Il 28 luglio Liliana Ocheanu, informa il suo capo reparto, secondo una prassi consolidata, delle gravi condizioni di salute della madre e, insieme, concordano un periodo di assenza fino al 1° settembre. In mezzo ci sono i 15 giorni di chiusura estiva di Epta a Limana. Il caporeparto la sostiene ma al suo rientro la donna varca i cancelli e si vede recapitare una lettera di contestazione disciplinare per assenza ingiustificata, per il periodo dal 24 agosto al 1° settembre; fatto il confronto sindacale a difesa, l’azienda non ha ritenuto valide le giustificazioni e l’ha licenziata. Ma, Liliana è anche dirigente sindacale e componente dell’assemblea generale della Fiom provinciale. Impossibile non pensare che dietro al licenziamento si celino altri motivi.Frattanto si sta avviando la procedura per impugnare il licenziamento che indigna. Per questo Fiom Cgil ha proclamato due ore di sciopero con presidio davanti ai cancelli di Epta.Ma l’indignazione oggi si è fatta ancora più grave per il comunicato, firmato dalle Rsu di Fim e Uilm appeso nella bacheca aziendale che compromette l’idea stessa di sindacato. – Intervistati STEFANO BONA (SEGRETARIO FIOM CGIL BELLUNO), DENISE CASANOVA (SEGRETARIA GENERALE CGIL BELLUNO), MATTEO CAREGNATO (SEGRETERIA FIM CISL BELLUNO TREVISO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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