01/10/2026 BELLUNO – Un terremoto, edifici crollati, persone intrappolate sotto le macerie. È lo scenario, naturalmente simulato, di una maxi esercitazione dei Vigili del fuoco a Belluno. Trentasei ore di attività continuativa per mettere alla prova uomini, mezzi e procedure di soccorso in caso di un’emergenza sismica di grande portata. In campo oltre cento vigili del fuoco e specialisti arrivati da quattro regioni. || Trentasei ore senza fermarsi. È la prova di resistenza, ma soprattutto di coordinamento, messa in scena a Belluno per testare la risposta dei soccorritori davanti allo scenario più difficile: un terremoto di forte intensità, con crolli diffusi e persone ancora sotto le macerie.Sono le sei del mattino del 29 settembre, nello scenario dell’esercitazione. Scatta l’emergenza. I vigili del fuoco entrano in azione per individuare i dispersi, verificare la stabilità degli edifici e aprire varchi tra le strutture crollate.Oltre cento operatori arrivati da Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Umbria. Una macchina complessa nella quale ogni squadra ha un compito preciso.Prima la ricerca. Anche con le telecamere e con il ‘call out’, le chiamate rivolte ai possibili superstiti attraverso le macerie. Poi entrano in gioco le unità cinofile, il cane segnala una possibile presenza. Da quel momento parte una nuova fase dell’intervento: localizzare con precisione la vittima, mettere in sicurezza la struttura, scavare e arrivare alla persona intrappolata.Fondamentale anche il lavoro di puntellamento e di valutazione tecnica degli edifici. In campo il team Assessment, specializzato proprio nell’analisi della stabilità delle strutture, insieme alle unità cinofile, movimentate anche con il Drago dei Vigili del fuoco.E mentre le squadre lavorano sulle macerie, il personale USAR del SUEM si occupa della parte sanitaria, intervenendo per il soccorso e l’estrazione dei feriti.Un’esercitazione a tutto campo, realizzata anche grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana per la gestione di figuranti e vittime simulate.Non una semplice prova tecnica, dunque, ma una simulazione quanto più vicina possibile a un’emergenza reale: uomini e specialisti che arrivano da territori diversi e devono diventare, in poche ore, un’unica squadra.L’obiettivo è stato verificare sul campo procedure, tempi di intervento e capacità di coordinamento. Perché quando il terremoto colpisce, sot (Servizio di Tiziana Bolognani)


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