25/02/2025 VENEZIA – Pesantemente sotto organico e al centro di una riforma politica che limiterebbe l’efficacia della sua attività. E’ una denuncia e un pesante grido d’allarme quello lanciato a Venezia dai magistrati, all’apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti del Veneto. || Ufficialmente è l’apertura dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti del Veneto, ma quello a cui si assiste a Venezia appare più come il “de profundis” di un’istituzione che, per bocca di chi ci lavora, avrà sempre maggiori difficoltà ad assolvere a quel compito di controllo e garanzia della corretta gestione della spesa pubblica per il quale fu fondata nel lontano 1862.A motivare affermazioni del genere c’è innanzitutto una mole di lavoro enorme a fronte c’è una sconcertante carenza di personale. Secondo una riforma in discussione alla Camera, questi pochi magistrati sembrava dovessero essere riorganizzati territorialmente con la soppressione di 15 sezioni regionali di controllo su 21 per accentrare l’attività in 6 sedi macroregionali. Anche se la questione pare essere superata da una nuova proposta.Pur con questo spettro all’orizzonte, a Venezia si parla ovviamente anche di tematiche più locali: come l’appalto di realizzazione delle prime paratie del modre, l’ipotesi di corruzione nella vendita di beni del patrimonio comunale veneziano nell’inchiesta “Palude”, questioni riguardanti la superstrada Pedemontana o le Olimpiadi di Milano Cortina. – Intervistati MARTA TONOLO (PRESIDENTE CORTE DEI CONTI VENETO), PAOLO CREA (PROCURATORE CORTE DEI CONTI VENETO), LUCA ZAIA (PRESIDENTE REGIONE VENETO) (Servizio di Filippo Fois)
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