BELLUNO – E intanto oggi il settore viabilità dell’amministrazione provinciale ha tracciato il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2020. L’obiettivo entro il 2025: l’ingresso di Anas in Veneto Strade e il passaggio di alcune strade da provinciali a statali. || Tutti i cittadini hanno pari dignità, tutti i territori della provincia hanno lo stesso diritto di poter avere le migliori infrastrutture possibili. La sfida parte da Palazzo Piloni che fino ad ora ha coperto con il proprio bilancio tutti gli impegni assunti con Veneto Strade poichè è dal 2014 che il fondo statale pari a 15 milioni di euro è stato azzerato e la coperta è sempre più corta. Che sia necessaria una regia unica lo dice l’emergenza di queste ore dopo la nevicata che è stata sì abbondante, ma certamente non eccezionale. La viabilità è andata in tilt nella quasi totalità della provincia perchè il servizio di sgombero neve è appaltato a ditte esterne, che non sono molte e non tutte sufficientemente attrezzate. “L’obiettivo – ha spiegato l’ingegner Alberto Serafini dell’amministrazione provinciale è di iniziare a classificare le strade che dovranno passare sotto l’ala dell’Anas. Sicuramente la 346 del San pellegrino, la 251 della Val di Zoldo, la 347 del passo Cereda, la 203 Agordina, la 48 delle Dolomiti, la 348 Feltrina e la provinciale 1 della Sinistra Piave nella prospettiva del completamento della Pedemontana veneta”. Ma per il passaggio di Anas in Veneto Strade i tempi non sembrano per nulla brevi e la Provincia chiede di mettere l’acceleratore. – Intervistati FABIO LUCHETTA (CONSIGLIERE DELEGATO PROVINCIA DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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