02/01/2024 BELLUNO – Fondazione Teatri delle Dolomiti affronta con entusiasmo la sua prima, vera sfida: puntare su se stessa, presentando al pubblico bellunese una stagione teatrale eterogenea per implementare l’offerta culturale del territorio. Ma i mugugni non mancano. || Ci sono prosa, musica, danza e circo. C’è spazio per una produzione fatta dai giovani e che parla ai giovani diretta da un membro dell’Actors Studio di New York. E Marco Paolini, che torna sul palco del Comunale di Belluno, con uno spettacolo che indaga le esperienze virtuali e quelle reali. 6 date, da qui al prossimo marzo, per il primo cartellone nella storia ormai quasi ventennale della Fondazione Teatri delle Dolomiti.Nessuna intenzione di diventare competitor dei soggetti residenti – precisano Massimo Ferigutti e Francesca Bortoluzzi, quanto la volontà di dare credibilità alla Fondazione e iniziare a comporre la sua nuova identità. I soggetti residenti, Tib Teatro, Circolo Cultura e Stampa e soprattutto Slow Machine che ha alzato bandiera bianca, non la pensano allo stesso modo. Se davvero l’intento era quello di sostenere le realtà locali si sarebbe potuto lavorare su un cartellone non platealmente concorrenziale. Restano gli interrogativi sui costi dell’operazione che il consiglio di gestione della Fondazione, nella fattispecie ente di diritto pubblico, oggi non ha voluto rendere noti: “Puntiamo al pareggio – la precisazione di Ferigutti – tutto quello che arriverà in più sarà ripartito con le associazioni del territorio”. – Intervistati MASSIMO FERIGUTTI (PRESIDENTE FONDAZIONE TEATRI DELLE DOLOMITI) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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