TREVISO – Una scritta a difesa della maestra negazionista della scuola elementare “Giovanni XXIII” di Treviso è comparsa davanti all’istituto. Intanto al Prefetto Laganà è arrivata la relazione della dirigente. Non si escludono provvedimenti disciplinari nei confronti dell’insegnante. || Sull’asfalto, in corrispondenza delle strisce pedonali, la scritta “Libertà”. Letta come un’anonima difesa della maestra della scuola elementare Giovanni XXIII di Treviso, negazionista del covid, secondo le famiglie degli alunni, scese in strada a protestare. Da quel giorno l’insegnante in classe non è più tornata, i genitori non danno troppo peso al fatto che qualcuno prenda le sue parti. «Non ci preoccupa, su questa vicenda è già stato fatto quello che bisognava fare, basta così». Ma l’iter per approfondire ed eventualmente sanzionare la condotta dalla maestra va avanti, come conferma il prefetto Laganà, che ha ricevuto dalla scuola una ricostruzione scritta dell’accaduto. Rimane, dice, la perplessità sulla mancata segnalazione per tempo, da parte della scuola, di quanto stava avvenendo. – Intervistati MARIA ROSARIA LAGANA’ (Prefetto di Treviso) (Servizio di Lina Paronetto)


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