15/09/2023 BELLUNO – Si conoscerà nella tarda serata l’esito della riunione di maggioranza convocata a Palazzo Rosso. Mal di pancia e mugugni potrebbero trovare soluzione nella costituzione di un nuovo gruppo civico ma, al momento, non risulta alcun deposito di liste alternative. Il sindaco De Pellegrin va avanti deciso pur se i protagonismi di taluni certo non lo hanno lasciato indifferente. || Qualcuno, come l’ex assessore provinciale Michele Carbogno, l’ha definita un romanzo “non si sa se rosa, giallo o noir”. Il riferimento è a una cena a cui avrebbero partecipato i consiglieri ribelli pronti ad uscire dai gruppi di riferimento, tra questi quello della Lega, per confluire in una nuova formazione civica “Uniti per Belluno”, ipotesi che i diretti interessati si sono affrettati a respingere al mittente nonostante la malcelata insofferenza manifestata da mesi e senza troppi giri di parole in consiglio comunale. Sui presunti transfughi della Lega, il segretario provinciale Andrea De Bernardin è netto: “Hanno libertà di muoversi come meglio credono, ma le battaglie si fanno da dentro, non da fuori, e in ogni caso i perdenti sono gli uscenti”. Il primo cittadino di Belluno non appare per nulla intimorito dalle difficoltà, ci vuol ben altro per contrastare il pluri medagliato paralimpico De Pellegrin che ha dalla sua una resilienza da “oscar”.A Palazzo Rosso il sindaco può contare fino ad oggi su una maggioranza che si dichiara compatta e coesa, a partire dai consiglieri della sua lista Belluno al centro. In un comunicato il gruppo ha smentitol’ipotesi del passaggio al gruppo “Uniti per Belluno” dei consiglieri Massimo “Cimo” Garzotto e Sebastiano Marotto. Tuttavia nella nota il gruppo si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Scrivono infatti i consiglieri di Belluno al centro: “Non c’è alcun contatto con i consiglieri dissidenti né con chi, da ex sostenitore di questa maggioranza, ha deciso di anteporre il proprio interesse a quelli della collettività”. Ed ancora: “Va evidenziato il fatto che alcune persone abbiano utilizzato le elezioni amministrative dello scorso anno, direttamente o indirettamente, solo per avere visibilità e sacrificando il bene comune”. (Servizio di Tiziana Bolognani)


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