06/09/2023 ROMA – Pugno di ferro del governo contro la criminalità giovanile. Domani in Consiglio dei Ministri il decreto legge: daspo e stop ai cellulari per i minori che compiono reati, ma anche multe e carcere per i genitori || Da Palermo a Caivano, la cronaca delle ultime settimane con giovani, giovanissimi protagonisti di stupri e violenze ha spinto il governo ad accelerare sul decreto legge contro la criminalità e il disagio tra i ragazzi. Tra i punti principali contenuti nella bozza del provvedimento che approderà domani in consiglio dei ministri la possibilità di applicare l’avviso orale, con convocazione del minore da parte del questore, “anche ai soggetti al di sotto dei 18 anni che abbiano compiuto il 14esimo anno di età”. E se il soggetto al quale è stato notificato l’avviso risulta condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio, il questore può proporre al tribunale il divieto di utilizzare “piattaforme o servizi informatici e telematici nonché il divieto di possedere telefoni cellulari”. E ancora in caso di minore ammonito, nei confronti di chi “era tenuto alla sua sorveglianza o agli obblighi educativi è applicata la sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro”. Nel caso poi di reati per i quali è prevista la pena non superiore nel massimo a 5 anni di reclusione, si legge nel testo, il pm notifica al ragazzo e ai genitori l’istanza di definizione anticipata del procedimento a condizione che il giovane “acceda a un percorso di reinserimento e rieducazione per un periodo compreso da uno a sei mesi”. Al termine di questo lasso di tempo , il giudice, valutato l’esito positivo del programma rieducativo, pronuncia sentenza di non luogo a procedere dichiarando l’estinzione del reato, ma se invece l’esito fosse negativo il giudice restituisce invece gli atti al pubblico ministero per la prosecuzione del procedimento penale. Infine niente più multa da 30 euro, ma fino a due anni di carcere per i genitori i cui figli non frequentano la scuola. «Chi spara, stupra e uccide anche se minorenne deve pagare» le parole del vicepremier Matteo Salvini. Intanto sulla dilagante violenza tra i più giovani interviene anche il vescovo di Treviso ospite – Intervistati Mons. MICHELE TOMASI (Vescovo di Treviso) (Servizio di Francesca Bozza)


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