VENEZIA – Un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. L’episodio rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso. I sindacati scendono in campo chiedendo più sicurezza per i lavoratori e percorsi differenziati per i detenuti. || Ancora un agente della polizia penitenziaria di Venezia aggredito da un detenuto nel carcere di Santa Maria Maggiore in centro storico. La preoccupazione dei lavoratori ha ormai sfondato i livelli di guardia. Se non si interviene l’episodio di violenza rischia di non essere l’ultimo. Ecco perché scendono in campo i sindacati, anche con delle proposte concrete su come tutelare la sicurezza dei lavoratori.La proposta avanzata dai rappresentanti dei lavoratori non riguarda solo gli istituti penitenziari di Venezia ma coinvolge le sette province del Veneto e potrebbe essere mutuata anche a livello nazionale.Non si tratta di negare i diritti delle persone, ma di essere rigorosi nell’applicare i percorsi di recupero dei detenuti. Le proposte, spiega Giampaolo Pegoraro della Cgil, sono già sul tavolo delle autorità competenti. – Intervistati GIAMPIETRO PEGORARO – COORDINATORE REGIONALE CGIL VENETO SETTORE PENITENZIARIO (AL TELEFONO) – Servizio Lorenzo Mayer, immagini Redazione Medianordest, montaggio Sandro Ponchio


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