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CONEGLIANO | DENUNCE PER MINACCE, SOLDI, RANCORI: «LORENZON MEDITAVA DA ANNI IL DELITTO»

25/07/2023 CONEGLIANO – In Procura il punto sull’omicidio di Margherita Ceschin, a Conegliano, di cui il marito Enzo Lorenzon è accusato di essere il mandante. La donna lo aveva denunciato in passato anche per minacce. E mentre si cercano i due sicari che mancano all’appello, emerge che da anni l’uomo pensava di sbarazzarsi della moglie. || Meditava già da anni, Enzo Lorenzon, di eliminare la moglie dalla quale si stava separando, Margherita Ceschin, la 72enne di Conegliano trovata morta nel suo appartamento la sera del 24 giugno. Lo ha confermato il procuratore della Repubblica Marco Martani, incontrando la stampa insieme al comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Massimo Ribaudo. Martani ha raccontato che a indagini appena avviate una donna con cui l’80enne di Ponte di Piave aveva avuto una relazione, si è presentata spontaneamente in caserma per raccontare della richiesta che l’amante le aveva fatto nel 2017, ben sei anni fa.Denunce reciproche, una, da parte di Margherita, anche minacce, rancori: Lorenzon era ossessionato dal contenzioso economico con la moglie, che riceveva da lui un assegno mensile di 10mila euro. Qualcuno che lo aiutasse a reperire dei sicari alla fine l’ha trovato: l’attuale compagna dominicana di 32 anni Dilesy Lorenzo Guzman.Tra i 10 e i 15mila euro a testa, tanto Lorenzon avrebbe pagato o avuto intenzione di pagare gli esecutori dell’omicidio: due le persone che la Procura sta ancora cercando e che sarebbero rientrate in Spagna, da dove erano arrivate per compiere il delitto, l’indomani dell’omicidio a bordo dell’auto di Lorenzon. Fatto questo che aveva iniziato a preoccupare molto l’80enne, perchè lo collegava direttamente all’omicidio. Tanto da essere intercettato in auto, dopo il funerale, mentre parlando da solo diceva a voce alta che la vettura, un Freelander, andava portata in montagna e bruciata. Nelle prossime ore uno dei quattro arrestati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, potrebbe decidere di parlare. – Intervistati MARCO MARTANI (Procuratore della Repubblica di Treviso), COL. MASSIMO RIBAUDO (Comandante provinciale Carabinieri) (Servizio di Lina Paronetto)


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