BELLUNO – Sesto giorno di maltempo in provincia di Belluno. Danni incalcolabili. Migliaia di persone senza energia elettrica. Oltre 100 frane ed episodi diffusi di dissesto idrogeologico. || C’è la neve, tanta come non la si vedeva dal 2014. Più di 3 metri a Ra Valles sopra Cortina, 2 metri e mezzo a Misurina. Un metro e più nei comuni di montagna, molti dei quali isolati a causa del rischio altissimo per frane e valanghe. Giorno 6 di un’ondata di maltempo che pare sia in fase di esaurimento ma che ha messo in ginocchio tutto il Bellunese, come e più di Vaia, come e più dell’alluvione del ’66 e del 2010. Non ci sono state vittime e il miracolo resta nella foto simbolo di questo dicembre 2020, quella del mezzo sul quale viaggiavano tre vigili del fuoco volontari di Gosaldo precipitato assieme al ponte sul torrente Ren. In queste ore la perturbazione concede una tregua ma sono ancora in migliaia i bellunesi senza corrente elettrica soprattutto nella zona del Comelico e i disagi sono ormai la metafora di chi vive in montagna. “la conta dei danni sarà lunga e difficile, con numeri inimmaginabili” dicono all’unisono il presidente della Provincia, Roberto Padrin, e il consigliere delegato alla protezione civile, Massimo Bortoluzzi. Ad una stima provvisoria si contano oltre 100 frane e episodi diffusi di dissesto idrogeologico ovunque. “Ma – dicono Padrin e Bortoluzzi – non possiamo attribuire ogni colpa al clima. Il problema parte da lontano e si può riassumere nella cosiddetta “coperta corta”. Quella per cui, comunque la si tiri, si rimane al freddo. Ed è la coperta corta che crea danni incalcolabili al nostro territorio”. Azzerato da 6 anni il fondo statale per la viabilità per gli interventi necessari bisogna recuperare fondi da una parte e toglierli laddove sono stati originariamente destinati. Da qui la richiesta di istituire un fondo speciale per la montagna. per la pianificazione degli interventi, l’assunzione di personale, e per istituire una cabina di regia che permetta la filiera corta nel dialogo istituzionale con gli enti di riferimento per semplificare la vita a questa parte del Paese che rischia di scomparire. – Intervistati ROBERTO PADRIN (PRESIDENTE PROVINCIA DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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