VENEZIA – Giornata di pesanti disagi a Venezia: la città è stata colpita da due acque alte di proporzioni superiori al previsto. E il Mose è rimasto fermo. || Dovevano essere al massimo 125 centimetri sul livello del mare, invece sono stati 135 e138. Una doppia variazione che per Venezia rappresenta un mezzo disastro:due picchi di acqua alta uno alla mattina, il secondo al pomeriggio hanno allagato la città cogliendo tutti di sorpresa. A partire dai sistemi che avrebbero dovuto difenderla: dopo 48 ore di attività ininterrotta stavolta il Mose non si è alzato, fidandosi di previsioni che sono state smentite nell’arco di poche ore. Alle 10 di mattina le sirene di allerta suonavano ancora una previsione di 120 cm che a mezzogiorno erano diventati 130. In un caso o nell’altro la sorte delle zone più basse della città era già segnata.Per Claudio Vernier, presidente dell’associazione Piazza Marco, “si sta giocando a dadi con l’economia di Venezia e di Chioggia”. 5 centimetri di acqua alta in più o in meno a Venezia fanno una differenza che si calcola sull’ordine delle migliaia di euro di danni.Sopra il metro e quaranta l’acqua alta è considerata eccezionale. O forse lo era, visto che si tratta di livelli sempre più frequenti. Ma ad un metro e 45 si entra già nella classifica delle prime venti alte maree degli ultimi cento anni. – Intervistati CLAUDIO VERNIER (PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PIAZZA SAN MARCO) (Servizio di Filippo Fois)


videoid(NxImOMf_MAc)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria