VENEZIA – Il Mose non è stato attivato, e la cosa ha scatenato le polemiche e gli interrogativi || Il Mose non è attivo. E Venezia con il fiato sospeso, inseguendo condizioni meteo, in continuo peggioramento, con la massima alle 16.25 di 138 cm. L’acqua sta lentamente scendendo, ma restano aperti gli interrogativi: Se ci sia stato un cortocircuito di comunicazione tra gli enti responsabili, l’impossibilità di dar vita a reazioni tempestive, o se l’errore sia di previsione. La spiegazione arriva da Cinzia Zincone, a capo del provveditorato alle opere pubbliche del nordest, che ha chiarito: “Siamo in una fase sperimentale, nella quale si alza quando c’è una previsione di 130 centimetri, l’allerta viene data 48 ore prima, per permettere non solo di emettere le ordinanze per la navigazione ma anche per convocare le squadre operative. Non si parla di “azionare un bottone” perchè l’operazione richiede molto anticipo e quindi – in sostanza – con l’evolversi repentino della situazione non è più possibile correre ai ripari. Il Sindaco Brugnaro, ha seguito l’evolversi della situazione al centro Maree per poi recarsi a San Marco. E sul fronte caldo della politica arrivano commenti bipartisan, dall’Assessore Laura Besio, che chiede che i poteri di gestione della laguna restino in città e non a Roma, al Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che ipotizza di prevedere che il Mose sia allertato tenendo maggiormente in conto dei margini di errore sulle previsioni. (Servizio di Luisa Bertini)


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