BELLUNO – Week end da tregenda in tutto il Bellunese. Pioggia, vento e neve pesante in alta montagna flagelleranno la provincia senza soluzione continuità almeno per le prossime 24 ore. || Aperto il Centro di coordinamento soccorsi, attivati una trentina di centri operativi comunali. La grande macchina della protezione civile si è rimessa in moto per gli interventi che potrebbero rendersi necessari a causa dell’ondata di maltempo che dal pomeriggio di venerdì sta flagellando la provincia di Belluno. Nella notte e nella prima mattinata a far di nuovo paura è stato il vento forte che ha sferzato la dorsale del Nevegal. E non è ancora finita. I venti di scirocco hanno fatto schizzare in alto il termometro e anche nelle località montane dove era nevicato abbondantemente durante la notte è arrivata la pioggia che ha innalzato il pericolo valanghe al grado 5, il massimo registrato dal 2013. Frane si registrano sulla Feltrina, all’altezza di Quero e a Canal di Feltre. Nella zona industriale di Paludi in Alpago sono entrate in funzione le idrovore, tombini e pozzetti intasati un po’ ovunque. Tra Dogna e Provagna è esondato il Rio de la Crose e la strada è chiusa. Difficoltà lungo la 203 Agordina a causa di cascate d’acqua che hanno allagato la carreggiata. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per la rimozione di alberi caduti; ripetuti sono stati i black out in alcuni comuni del Cadore e del Comelico. – Intervistati ENRICO DE BONA (DIRETTORE CENTRO PIAN LONGHI) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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