MARGHERA – Per il Veneto il nuovo dpcm è un semi-lockdown e rischia di creare una guerra tra poveri. Il Governatore ha già inviato le sue osservazioni: sulla necessità di garantire i ricongiungimenti familiari a Natale e di assicurare le stesse opportunità ai piccoli comuni come alle metropoli. || Un decreto a cui mancano due cose, coerenza e umanità. Un dpcm che il Direttore Zaia oggi ha duramente contestato mettendo nero su bianco tutte le osservazoioni che lo stesso Veneto farà a Roma nella speranza di essere ascoltato. I parenti residenti in comuni diversi non potranno vedersi nei giorni 25, 26 dicembre e 1 Gennaio. I confini comunali sono chiusi negli stessi giorni , creando una disparità che Zaia ipotizza essere addirittura incostituzionale tra le metropoli e piccoli comuni di periferia. Un decreto incoerente dal punto di vista epidemiologico, le osservazioni fatte sugli spostamenti sono, ribadisce Zaia , di sanità pubblica. La bozza è arrivata nella notte, le osservazioni sono già state inviate ma sono poche le speranza che il Governo rimoduli il Dpcm ascoltando le Regioni, Zaia parla di procedura che è diventata ormai solo un cerimoniale di corte. Ma quello che conta , sono i dati, le singole storie personali quelli di ristoratori a cui probabilmente a queste condizioni potrebbe non convenire nemmeno tenere aperto, ma per loro non c’è traccia di ristori. – Intervistati LUCA ZAIA (PRESIDENTE REGIONE VENETO ) (Servizio di Anna De Roberto)


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