VENEZIA – Il Comune di Venezia continua a perdere abitanti. Il Coronavirus non ha certo fermato un esodo che nessuno da l’intenzione di voler arrestare.Ma c’è anche chi non si arrende. || Dicono che col Covid a Venezia si sia fermato tutto. Non è vero.C’è almeno una cosa che continua, con una costanza che rappresenterebbe un allarme all’ordine del giorno in qualsiasi società dimostrasse un minimo di sensibilità e amor proprio per se stessa: lo spopolamento. Da 12 anni Matteo Secchi di venessia.com aggiorna con lo scrupolo del notaio il dramma della sua città: nel cuore di Venezia, in una farmacia di San Bortolo, un “conta-abitanti” racconta con la freddezza dei numeri la lenta e inesorabile scomparsa di 1.600 anni di storia.Il dato è aggiornato: 51.349. Negli ultimi giorni Venezia ha perso altri 14 abitanti. Il “conta-abitanti” è un monumento all’indolenza di una classe politica per la quale è facile prevedere che passato il Covid l’unico impegno sarà dibattere se aprire o meno l’ennesimo albergo.All’epoca del referendum per la creazione di due amministrazioni dedicate a laguna ed entroterra: i contrari sostenevano che una divisione in due Comuni avrebbe reso Verona città più popolosa del Veneto spostando lì il capoluogo di Regione. Quanto valesse l’obiezione lo si è visto appena un mese dopo, quando a Gennaio il comune di Verona ha superato per abitanti l’intero Comune di Venezia. Anche Mestre e Marghera perdono residenti. – Intervistati MATTEO SECCHI (VENESSIA.COM) (Servizio di Filippo Fois)


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