ARCADE – Il Covid spegne il principale Panevin della Marca, quello di Arcade. Questa la decisione presa da Comune e Alpini, che parlano di una scelta sofferta ma necessaria. || Non è un addio ma solo un arrivederci al 2022 quello della comunità di Arcade al suo rito più popolare e partecipato, il principale della Marca, una decisione che potrebbe coinvolgere a ruota tutti gli altri.Parla da solo il pennone spoglio issato in piazza, attorno al quale la tradizione brucia la pira di rami e arbusti, un amuleto collettivo che non potrà valere per il 2021.“E’ la prima volta che succede”, spiega il sindaco Fabio Gazzabin. “E’ una scelta necessaria ma dolorosa”.Impossibile garantire il flusso ordinato di migliaia di persone, l’assembramento nel pan e vin fa parte del rito, come sanno bene gli alpini. “Ci sono migliaia di persone, difficile controllarle tutte”, afferma Rolando Migotto, capogruppo Ana di Arcade.Una questione di ordine pubblico ma soprattutto di di rispetto. “In segno anche di cordoglio per le vittime del Covid”, spiega Migotto.Restano le manifestazioni collaterali al Pan e Vin come il concorso letterario Parole attorno al fuoco e le cerimonie religiose. In tutti la consepevolezza che tornare alla tradizione vorrà dire tornare alla normalità. – Intervistati FABIO GAZZABIN (Sindaco di Arcade), ROLANDO MIGOTTO (Capogruppo Alpini Arcade) (Servizio di Cristian Arboit)


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