VENEZIA – Settori storici dell’artigianato veneziano come il vetro e le maschere a rischio chiusura. L’appello ai cittadini è di “comprare veneziano” nelle botteghe sotto casa,e al Governo si chiede di equiparare le piccole imprese delle città turistiche a quelle delle zone rosse || L’appello ai veneziani a rivolgersi ai negozi del centro storico, arriva dalla confartigianato Venezia che sottolinea la crisi che ormai da mesi investe l’artigianato all'”Ultima trincea”, alle prese con numeri pesanti. Su base annua la perdita dell’artigianato artistico con vendita al minuto sta registrando un calo in media del 57%, ciò vale a dire che si registrano casi anche del -meno 70-80%. I settori più colpiti sono il vetro a lume, la bigiotteria, le maschere. Il vetro di Murano è fermo. Settori secolarmente storici che rendono Venezia unica al mondo, e che oggi rischiano di sparire. A resistere meglio, il settore del comparto casa, edilizia, impiantistica che continua a mantenere livelli di perdita di fatturato mediamente sotto il 40%. Le parole del direttore Confartigianato Venezia Gianni De Checchi – tra rabbia ed esortazione a regagire – rappresentano l’ultmo richiamo al Governo affinchè aiuti tutte le piccole imprese dell città d’arte a prevalente economia turistica, equiparandole a quelle in piena zona rossa”. “Comprare Veneziano” l’ultimo appello, per far lavorare i veneziani, e dare ossigeno all’economia insulare: ripartire da noi, in uno spot che chiede di privilegiare il negozio di vicinato e, velatamente, di abbandonare le grandi major dell’on line. (Servizio di Luisa Bertini)


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