09/12/2022 MESTRE – Mamma bengalese 29 enne aggredita a Marghera, presa a calci e pugni perché indossava il niqab: il velo nero islamico che lascia scoperti soltanto gli occhi. L’aggressore è a sua volta una donna || Sono 5 i giorni di prognosi refertati dal pronto soccorso di Mestre a Sanuara, la mamma 29 enne bengalese presa a calci e pugni, quest’ultimi al volto tra l’occhio e l’orecchio destro, perché indossava il niqab, strappatole violentemente dal viso. L’aggressione mercoledì scorso, a Marghera, alla Cita in via Longhena, da parte di una donna italiana sui 40 anni, mentre Sanuara attendeva l’arrivo del marito Arif, imam della scuola coranica per bambini dell’associazione di via Dante a Mestre, sotto casa del padre di lei a sua volta strattonato e fatto cadere violentemente a terra nel tentativo di prestare aiuto alla figlia. «Molti i presenti ma nessuno ha cercato di mediare, né di soccorrere la donna», racconta oggi il portavoce della famiglia nonché della comunità bengalese mestrina Prince Howlader. Denuncia raccolta dai carabinieri di Mestre. L’aggressione pare sia avvenuta davanti agli occhi atterriti del bimbo più piccolo, il secondogenito di Sanuara rimasto con lei ancora sotto shock. Famiglia che ora insieme a tutta la comunità bengalese con in testa le donne, sta pensando di organizzare una manifestazione a tutela delle donne che decidono liberamente di indossare il velo, così come riportato nel volantino diramato dopo l’aggressione perché dicono e scrivono “Portare il velo non è un reato”. – Intervistati PRINCE HOWLADER (PORTAVOCE COMUNITA’ BENGALESE) (Servizio di Annamaria Parisi)


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