MESTRE – Con l’arrivo del Coronavirus sono peggiorati i numeri della violenza sulla donne in Comune di Venezia: le richieste d’aiuto al centro anti-violenza sono due alla settimana, dall’inizio dell’anno sono quasi 230.i dati sono stati resi noti in occasione della “Giornata contro la violenza sulle donne”. || L’arrivo del Covid e delle conseguenti limitazioni agli spostamenti ha peggiorato le cose anche per loro. Nel Comune di Venezia si contano a centinaia le richieste d’aiuto che arrivano ogni anno al Centro Antiviolenza da parte di donne vittime di maltrattamenti in famiglia da mariti o ex mariti, fidanzati o ex fidanzati, conviventi o meno. Denunce che purtroppo potrebbero rappresentare solo la punta dell’iceberg, la parte visibile di un fenomeno diffuso – quanto spesso sommerso – e soprattutto ancora drammaticamente presente persino in un’epoca come la nostra che si fregia evidente a torto dell’essere moderna e civile.Dall’inizio dell’anno sono 221 le donne che si sono rivolte al Centro per trovare un’alternativa alla violenza di cui erano vittime.Durante la prima ondata di Coronavirus l’attività del centro anti-violenza di Venezia è proseguita via social. In pieno lock-down è stato necessario accogliere nelle cosiddette “case rifugio” dieci donne vittime di violenze domestiche la cui convivenza era diventata troppo pericolosa per se stesse e per i loro figli.Tra le tante iniziative in Comune di Venezia in occasione della “Giornata contro la violenza sulle donne”, la presidente del Consiglio Comunale Ermelinda Damiano ha partecipato anche ad una maratona anti-violenza di otto ore in diretta social organizzata dall’associazione culturale “Mestre Mia” con cittadini, politici, esponenti delle forze dell’ordine e della cultura… – Intervistati ERMELINDA DAMIANO (PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE DI VENEZIA), ANDREA SPERANDIO (PRESIDENTE “MESTRE MIA”) (Servizio di Filippo Fois)


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