03/11/2022 LONGARONE – L’occhialeria non è in crisi, ma per Safilo è di nuovo tempo di cassa integrazione. I sindacati non la firmano, ma l’azienda va avanti per la sua strada. || Si aggrava la situazione per i lavoratori di Safilo. Per tutti ammortizzatori sociali nuovamente richiesti negli stabilimenti di Longarone e Santa Maria di Sala, e per la logistica di Padova.L’azienda ha ormai oltre il 90% della propria produzione all’estero e non ritiene sufficienti i margini di utile, visto il costo del lavoro, producendo in Italia.Legittima la preoccupazione di lavoratori e sindacati.Longarone ha già visto dimezzati i lavoratori, scesi da 900 a 490; per i rimasti una cassa integrazione con la perdita fra il 40 e il 50% della remunerazione, e il contemporaneo aumento delle bollette, la situazione economica rischia di diventare drammatica.Il prossimo 10 novembra le rappresentanze sindacali delle tre unità produttive Safilo di Longarone, Santa Maria di Sala e Padova si riuniranno per studiare e decidere una strategia comune, anche se lo stabilimento montano è quello che oggi preoccupa maggiormente. – Intervistati ROSARIO MARTINES (SGRETARIO UILTEC TREVISO BELLUNO), DENISE CASANOVA (SEGRETARIO FILCTEM BELLUNO), BRUNO DEOLA (FEMCA CISL TREVISO BELLUNO) (Servizio di Fabio Fioravanzi)


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