BELLUNO – Precarie, sottopagate ma più istruite: è la fotografia scattata dallo studio commissionato dalla Cisl di Belluno Treviso che ha messo sotto la lente il lavoro femminile e il divario retributivo nelle due province. Il quadro emerso è pesantissimo. || Tra uomini e donne la corsa non è alla pari. Non nella vita sociale, men che meno in quella lavorativa. A parità di mansioni la busta paga di una donna è sempre più leggera di quella di un uomo in Italia come nel mondo tanto che si stima nel 2074 l’anno in cui si potrà avere una parità di retribuzione. A livello locale si parla di differenze all’apparenza impercettibili, quasi un euro e mezzo in meno per ora retribuita nelle province di Belluno e di Treviso, che però rappresentano una minore capacità di investire nella propria vita professionale per i carichi familiari da gestire, sia per la cura dei figli che degli anziani in una società che invecchia rapidamente. Un quadro pesante fotografato nello studio commissionato alla Fondazione Corazzin dalla Cisl di Belluno Treviso che ha indagato le differenze salariali fra uomo e donna.Un gap retributivo capace di limitare la libertà di una donna di scegliere per la propria vita e che la pone in una condizione di inferiorità rischiosissima in ambito familiare. Precarie, sottopagate ma più istruite: questo dice la ricerca condotta da Stefano Dal Pra Caputo e Francesco Peron che sottolineano la necessità di interventi con politiche a lungo termine anche a livello istituzionale. Nell’immediato l’impatto devastante è stato misurato anche nei mesi della pandemia. – Intervistati MASSIMILIANO PAGLINI (SEGRETARIO GENERALE CISL BELLUNO TREVISO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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