VENEZIA – Prima li adescava sulla piattaforma di videogiochi Fortnite e poi si faceva mandare video e foto da bambini ra 10 e 12 anni. L’indagine, partita in Piemonte, riguarda anche il Veneto || Contattava i bambini su Fortnite, la piattaforma di videogiochi che ha dato il nome all’operazione congiunta condotta dagli investigatori del commissariato di Rivoli, nel torinese, e dalla polizia postale del Piemonte e del Veneto. Lui un 17 enne che convinceva bambini tra i dieci e i 12 anni ad inviargli immagini pedopornografiche promettendogli soldi e ricariche telefoniche ricorrendo anche a minacce. Tutto si consumava nelle camerette delle giovani vittime che scattavano e filmavano con i loro cellulari. Tutto è iniziato ad aprile, in pieno lockdown, quando i ragazzi a casa, passavano molto tempo al computer. Lui ne carpiva l’amicizia dapprima su Fortnite per poi spostare la comunicazione su tik-tok, instagram e whatzupp. È stata la mamma di uno dei bambini a luglio, ad accorgersi e presentare la denuncia che ha dato il via agli accertamenti. Della posizione del diciassettenne ora si occupa il tribunale per i minorenni di Torino. Il fascicolo è aperto per pornografia minorile e adescamenti di minorenni in forma continuata. Le perquisizioni eseguite nel Torinese e nel Veneto hanno portato al recupero di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. (Servizio di Luisa Bertini)


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