TREVISO – “Zaia non rinnovi l’ordinanza anti-assembramenti”. L’appello di Treviso Imprese Unite in una lettera al governatore, nella quale gli esercenti chiedono anche ristori per chi resta in zona gialla || Il primissimo bilancio è già drammatico per l’associazione Treviso Imprese Unite. Meno 70%, anche meno 90% di introiti in meno da un weekend all’altro. Sul piatto c’è l’ordinanza regionale anti-assembramenti che gestori e titolari di bar, locali e ristoranti vedono come fumo negli occhi. Per questo il gruppo che a fine ottobre ha portato in piazza dei Signori la disperazione delle imprese, si rivolge direttamente a Zaia: una lettera aperta per organizzare un incontro urgente e chiedere inanzittutto di tornare sui propri passi sull’ordinanza: “Siamo in zona gialla, non comprendiamo il perchè di questa decisione – spiega Andrea Penzo Aiello – soprattutto visto che gli esercenti in zona gialla non ottengono alcun ristoro”. E’ la provocazione sentita in questi giorni : “Meglio a questo punto essere in zona rossa”. Ma – spiega Penzo Aiello – si tratta di una provocazione per far capire come chi si trova nella nostra situazione non può andare avanti così Siamo preoccupati anche noi per la situazione sanitaria – ribadisce l’associazione – ma la strumento vero è quello del controllo e delle multe, non dello stop a passeggiate e restrizioni sui bar. Perchè lo sguardo, cifre alla mano, guarda a un futuro nerissimo. “Il 2021 sarà un anno di fallimenti a catena di tanti colleghi – conclude Penzo – bisogna tutelare queste persone prima che scoppi una bomba sociale”. – Intervistati ANDREA PENZO AIELLO (Presidente Treviso Imprese Unite) (Servizio di Nicola Zanetti)


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