BELLUNO – Teatri, mostre, musei. La cultura sta pagando lo scotto della chiusura imposta dalle disposizioni anti-Covid. A Belluno non si sta a guardare e si lavora in prospettiva. || La cultura è certamente uno degli ambiti, degli elementi che più sta soffrendo le conseguenze della pandemia; nel caso dei musei, Belluno ha dovuto chiudere il Fulcis con due mostre appena inaugurate. “C’è chi sta peggio di noi con esposizioni molto costose” – dice l’assessore Marco Perale -, ma si guarda avanti, senza fermarsi un solo minuto”. A dimostrazione di ciò, stamattina il portone di Palazzo Fulcis ha spalancato le sue porte alle preziose casse arrivate dal Museo Correr di Venezia che riportano a Belluno un pezzo di storia anche economica e sociale della città. Parliamo di un primo nucleo di spade realizzate dai maestri bellunesi di fama indiscussa tra il 1500 e il 1600. “E’ stato il primo vero e proprio Made in Italy, prima ancora del gelato e dell’occhiale” ha spiegato Luigino Boito del Circolo Cultura e Stampa, partner con il Comune di Belluno del progetto europeo Klang “Spade di leoni e aquile” sospeso tra valorizzazione turistica, riscoperta storica e scientifica di un passato finora noto per lo più agli addetti ai lavori. Un pezzo di memoria collettiva che ora si concretizza nel museo. – Intervistati MARCO PERALE (ASSESSORE CULTURA COMUNE DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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