MONSELICE – L’ospedale da campo donato dal Qatar alla sanità veneta la scorsa primavera, giace inutilizzato dietro l’ospedale di Schiavonia di Monselice. Ci sono perfino le erbacce. || Nell’ospedale da campo cresce l’erba, e non è normale. Perché un ospedale da campo in genere pulsa l’attività di assistenza sanitaria d’emergenza. In quello, grandioso, arrivato in regalo al Veneto dall’emiro del Qatar la scorsa primavera per rispondere a una eventuale emergenza di posizionare gli ammalati di Covid 19, di erba ne cresce fin troppa oppure rinsecchisce perché non riceve pioggia né luce. Il grande ospedale da campo è lì inutilizzato dietro l’ospedale Madre Teresa di Calcutta a Schiavonia. Eppure dispone di 5200 metri quadri coperti per ospitare fino a 500 letti per degenti di malattie infettive e di due strutture più piccole per 30 posti in tutto di terapia intensiva. Al di là di questo scrupolo, in un periodo nel quale la sanità cerca spazi, riapre vecchi ospedali e impianta gazebo per fare tamponi e vaccinazioni, aumenta di senso la domanda: perché non usare l’enorme ospedale da campo di Schiavonia? All’interno Ci sono infissi nuovi di zecca ancora da posizionare e un bancale di estintori. Spiccano, ancora impacchettati, molti grandi condizionatori che però come è scritto sugli imballaggi, non hanno anche la funzione di riscaldatori d’ambiente. (Servizio di Guido Barbato)


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