26/04/2022 TREVISO – Il simbolo “Prima l’Italia” depositato da Matteo Salvini continua a far ribollire la Lega in Veneto. Dopo le parole, domenica scorsa ai nostri microfoni, di Gianantonio Da Re, la richiesta urgente è quella dei congressi, promessi a partire da aprile e non ancora organizzati || “Non può più reggere la scusa del covid, aspettavamo i congressi a inizio aprile ma non si è visto ancora nulla”. Parola di Fabrizio Boron. Congressi subito e basta con l’alibi Covid. Non c’è crepa dal Veneto che non diventi scossa di terremoto nella Lega. Ultimo casus belli ilsimbolo “Prima l’Italia” depositato da Matteo Salvini, una lista per le Regionali in Sicilia che sembrerebbe voler unire Carroccio e Forza Italia in quell’ esperimento di federazione di centrodestra tante volte auspicato dallo stesso Salvini e che la base leghista teme possa essere solo il prologo siciliano di un cambiamento generale. Per la Lega votata alla battaglia autonomista e alla bandiera di San Marco quel simbolo sempra un pugno nell’occhio. Il primo a lanciare il sasso dal Veneto ,e dalla Marca in particolare è stato domenica, ai nostri microfoni, un nome storica e già nel mirino di provvedimenti come Gianantonio Da Re, mai tenero con Salvini, dalle strizzate d’occhio ai no vax alle scelte sulle amministrative di Verona, e prima ancora su quel Nord tolto dalla dicitura Lega. Il suo è un vero e proprio mònito: ora nessuno tocchi Alberto Da Giussano.Inevitabile dibattito, basta leggere i commenti sulla pagina Facebook dove lo stesso Da Re posta il nostro servizio : “Il trend sembra proprio quello, sempre più in basso” oppure ” Tornare alla cara vecchia Lega Nord”, o un perentorio “Svegliatevi”. Tra coloro che hanno messo un like all’intervento c’è anche un esponente di peso come il consigliere regionale padovano Fabrizio Boron, già molto critico con il commissario veneto Alberto Stefani per la a scelta del candidato sindaco di Padova. Un Boron che ribadisce : i militanti hanno diritto di sapere cosa viene decisio. Lo stesso commissario Stefani in queste ore è perentorio: Prima l’Italia riguarda solo la Sicilia, basta con le polemiche e da Treviso anche Riccardo Barbisan cerca di gettare acqua sul fuoco, dicendosi tranquillo che la scelta non possa attecchire altrove. Ma c’è una pa – Intervistati FABRIZIO BORON (Consigliere Lega-Lista Zaia Regione Veneto), ON. GIANANTONIO DA RE (Europarlamentare Lega), RICCARDO BARBISAN (Capogruppo Lega consiglio comunale Treviso) (Servizio di Nicola Zanetti)


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