10/03/2022 VENEZIA – Guerra in Ucraina. La regione del Veneto ha approntato la rete sanitaria per reggere all’onda d’urto prevista per le prossime settimane. Sono stati identificati 26 hub sanitari, presidi anche nelle stazioni. Introdotto l’obbligo di tamponi per tutti i profughi. || Coordinare l’emergenza profughi con quella – non ancora del tutto conclusa – del Covid. Questo l’obiettivo della nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Luca Zaia, entrata in vigore già nel pomeriggio.Finora in Veneto sono giunti 2500 profughi, di questi 780 solo nel Trevigiano, ma se ne prevedono 40-50 mila. L’incidenza dei positivi è del 2 per cento, 43 soggetti.La prima accoglienza – a seconda dei flussi – sarà diffusa su tutto il territorio con 26 punti sanitari, spesso i Covid e Vax point già in uso.Vista la tipologia di arrivi, in prima fila pediatri e psicologi.Unità mobili saranno presenti nelle stazioni dei treni di Mestre, Padova e Verona.Oltre all’accoglienza si studiano anche forme di inserimento lavorativo nei settori dove manca personale, come il turismo stagionale balneare.Ma la crisi ucraina ha anche altri risvolti. Aggiornato in mattinata – per esempio – il piano nucleare da parte dei presidenti delle Regioni.Nessuna psicosi, avverte Zaia, solo una richiesta operativa sulla pastiglia allo iodio, da trattare come integratore e non come farmaco.L’altro tema, ben più attuale e concreto, quello dei costi dell’energia. Qui Zaia chiede al Governo di compiere due mosse. La prima, intervenire sulle accise del carburante, subito. Secondo, rivedere le azioni del PNRRUn aiuto all’economia potrebbe arrivare anche dalla fine delle restrizioni legate al Covid: si deve passare dalla pandemia all’endemia, cambiando approccio seppure mantenendo atteggiamenti prudenti. – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Cristian Arboit)


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