19/02/2022 MONSELICE – Mai più covid hospital a Schiavonia. Lo hanno chiesto alla regione almeno 500 cittadini insieme a una trentina di sindaci di tutti i partiti. “La Bassa padovana ha già dato molto alla sanità -è stato detto- e con il Covid Hospital ci ha rimesso”. || “Mai più Covid hospital” lo pretendono per Schiavonia almeno 500 cittadini di un’area molto vasta del Padovano: 44 comuni, 180mila abitanti, che va dal Montagnanese al Conselvano, Con loro associazioni, i parlamentari Endrizzi, Lazzarini e Zan, consiglieri regionali soprattutto del centrosinistra, ma anche alcuni del centrodestra. Cittadini che per due anni si sono visti blindare l’accesso al loro ospedale, salvo in caso di grave contagio al Covid. Gente che ha dovuto accettare il rinvio di interventi chirurgici, ricoveri, visite, emergenze a meno che non accettasse di effettuarli nei lontani ospedali di Piove di Sacco o Cittadella. Popolo al quale non è bastato ricevere indietro giusto giovedì scorso il pronto soccorso, per dimenticare i disagi.Questo territorio negli anni ha assistito alla chiusura di quattro ospedali: l’inaugurazione nel 2014 di uno tutto nuovo, Schiavonia, con oltre 400 posti letto, scesi a 220, fino alla scelta della regione nel marzo 2020 di limitarne l’uso ai contagiati dal Covid. Abbiamo dato, hanno detto in molti al microfono, il nostro ospedale torni a lavorare per gli acuti e le emergenze. La Bassa ha chiesto questo e non solo.Per la cronaca, breve contestazione alla sindaca di Monselice Giorgia Bedin, (Lega) presidente del Comitato dei sindaci Padova Sud, accusata di immobilismo con la regione. Presenti anche altri tre sindaci della Lega: Tiberio Businaro di Carceri, Marcello Marchioro di Casale di Scodosia e Arianna Lazzarini di Pozzonovo che non sono rimasti fino alla fine della protesta. – Intervistati GIACOMO SCAPIN (Sindaco di Ospedaletto Euganeo), Suor FRANCESCA FIORESE (Direttrice Pastorale sociale e del lavoro Diocesi di Padova) (Servizio di Guido Barbato)


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